La punizione Uefa

«Se dico quello che penso dell’arbitro la mia carriera finisce qui». Alla Uefa è bastato quello che ha visto e sentito. Ha comminato cinque giornate a José Mourinho oltre a una multa di 50mila euro, decisione lampo, unanimità. José se l’era presa con la terna, l’Uefa, l’Unicef, la Federcalcio spagnola, il Barcellona e Josep Guardiola. E il 2-0 del Bernabeu non è tutto qui, c’è un simpatico retroscena sfuggito alle telecamere che potrebbe cambiare i destini del prossimo Madrid che chiude la stagione con la sola vittoria in Coppa del Re. Il fatto accade al termine di Real-Barça, Mourinho espulso. Il responsabile della comunicazione avvisa che il tecnico non verrà a parlare nel dopo partita e annuncia che in sua vece interverrà il direttore generale Jorge Valdano. In realtà in quel momento il presidente Florentino Perez sta tentando di convincere Valdano a presentarsi in conferenza stampa, quasi pregandolo. L’argentino non poteva immaginare un’opportunità simile: «Io non vado a coprire le spalle a quello», avrebbe risposto al presidente, e così è andata. A Madrid gira la voce che ormai ci sia solo Florentino Perez a reggere la presenza di Mourinho. Jorge Valdano ha dalla sua parte il direttore delle relazioni istituzionali Emiliano Butragueno, il direttore sportivo Miguel Pardeza, uno della Quinta del Buitre, un’autentica icona madridista come Alfredo Di Stefano, e soprattutto il vicepresidente Fernandez Tapias, personaggio da codificare e sul quale Florentino Perez nutre perplessità. La tresca è pesante, può succedere di tutto, anche che Valdano rassegni le dimissioni con l’intento di ripresentarsi a Perez fra una stagione, quando a Mourinho scadrà il contratto. Con lui lascerebbe anche Pardeza ritenuto un suo vassallo. Per Valdano non sarebbe un problema, ha già lasciato il Madrid nel 2004 per farci ritorno nel 2009, ha un’agenzia di pubblicità, non morirà di noia. La poltrona non resterà vacante, Fernando Hierro ha già presentato le dimissioni da direttore sportivo alla federcalcio spagnola e dal primo di giugno è pronto a tornare al Madrid, con tutte le incognite di una convivenza con Josè. Il portoghese non è messo così male, in realtà sconterà solo altre tre giornate di squalifica perché una l’ha già smaltita al Camp Nou e la quinta scatterà solo in caso di recidiva nei prossimi tre anni. Ha già chiesto Hamit Altintop a Perez, e fatto sapere a Kakà di liberare l’armadietto. È tranquillo, tutta Madrid ha sposato la sua sciabolata: A sido un robo a mano armada, viva Jose.