Il punk gitano di Gogol Bordello all’Alcatraz

Eugene Hütz è un vero personaggio. Non a caso Madonna lo ha scelto come protagonista del suo film Filth and Wisdom e ha duettato con lui al «Live Earth» in La isla bonita e Lela pala tute. Ma Hutz ha anche e soprattutto una vita artistica propria, che si chiama Gogol Bordello, band di culto che stasera arriva all’Alcatraz. Hutz è scappato dall’Ucraina subito dopo Chernobyl, ha fatto il vagabondo un po’ ovunque e poi è approdato a New York. Lì si mette a suonare un impasto di suoni etnici del suo Paese e di musica gitana e poi il colpo di genio: ci aggiunge una spruzzata di punk. Insomma suoni tzigani, rock, ska e Béla Bartók e voilà, ecco servito il Gipsy Punk. «Una esperienza tra la circoncisione, il battesimo e il matrimonio», spiega Hutz. Una sorta di Bregovic dagli orizzonti musicali molto più ampi Hutz guida i Gogol Bordello attraverso un frenetico mélange che unisce Django Reinhardt a Moni Ovadia per arrivare ai Clash. «Non scarto niente, non c’è nulla che non mi incuriosisca - racconta Hütz - cerco o invento punti di contatto tra generi e stili apparentemente impossibili da conciliare fra loro. Questo è il trucco dei Gogol Bordello». Niente regole, ritmo e tanta atmosfera. Non a caso vengono dalle balere e dalle feste paesane ma la loro attitudine aggressiva è rimasta la stessa. Quella che li ha portati al successo un po’ ovunque sulla scia - anche se con uno spirito assolutamente originale - della Kocani Orkestar o dei Taraf de Haidouks. Una serata di divertimento e di suggestioni da non perdere.

Gogol Bordello
Alcatraz, via Valtellina
Questa sera ore 20.30
16 euro