Gli puntano un coltello alla gola e poi svuotano gli spogliatoi

Difficilmente dimenticherà quell’allenamento serale sul campo di calcio, che stava per trasformarsi in tragedia. In tre infatti lo hanno atteso al buio, e dopo averlo minacciato e spintonato, gli hanno puntato un coltello alla gola, per costringerlo ad aprire la porta degli spogliatoi, al cui interno hanno poi fatto razzia.
Un brutto incontro per un ragazzo di 15 anni, traumatizzato da due adulti e un minorenne tutti stranieri, che avevano preso di mira la struttura sportiva dove si allenano gli allievi della Fansport di Pero. È successo qualche sera fa verso le 20. Il giovane giocatore, dopo essersi allenato sul campo di calcio, stava tornando negli spogliatoi per cambiarsi. Improvvisamente dal buio sono spuntate tre persone, che lo hanno affrontato senza troppi timori. Il ragazzo non immaginava le loro intenzioni, anche perché, tutto sommato negli spogliatoi di una squadra di ragazzi che gioca a pallone c’è ben poco da rubare. Ma ai tre malviventi faceva gola di tutto: dai telefonini, ai giacconi, passando per i pochi spiccioli che i giovani calciatori potevano aver lasciato nelle tasche dei propri indumenti.
Prima che riuscisse a intuire i loro propositi o cercare di raggiungere gli altri allievi che stavano giocando, si è visto circondare. E per fortuna non ha neppure tentato di gridare o reagire. Lo hanno spintonato e per obbligarlo ad aprire subito la porta hanno estratto un coltello puntandoglielo dritto alla gola. Il quindicenne ha obbedito, assistendo impotente, e sempre sotto minaccia, al furto degli effetti personali dei suoi colleghi. Per fortuna l’aggressione armata e la rapina sono durate pochi minuti.
Conclusa il raid, i tre sconosciuti si sono eclissati senza lasciare tracce, accontentandosi di un bottino tutto sommato magro. Subito dopo il giovane calciatore, visibilmente scosso, è corso in campo dall’allenatore a raccontare quanto vissuto, mentre veniva lanciato un inutile allarme. «Hanno rubato soprattutto indumenti degli allievi che si allenavano, e per fortuna oggetti di limitato valore – hanno fatto sapere dal sodalizio calcistico -. Crediamo che a circondare e minacciare con il coltello il ragazzo quindicenne, siano state persone di etnia rom o comunque slave. Abbiamo subito altri furti, ma questa volta è stato diverso e inaspettato, proprio per le modalità usate dai malviventi per perpetrare il furto».