Punti remoti di raccolta: no definitivo

Filippo Grassia

Nel testo definitivo della Finanziaria - che fra l’altro ha messo in ginocchio lo sport espropriando l’Istituto del Credito Sportivo di 450 milioni, la stessa cifra garantita al Coni – è stato ribadito il “no” ai cosiddetti punti remoti di raccolta ed è stato eliminato il comma che imponeva un tetto di 100 agenzie a ciascun concessionario. Questo il testo ufficiale: «Ciascun affidatario delle concessioni previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, o dal regolamento di cui al decreto del ministro delle Finanze 2 giugno 1998, n. 174, non può esercitare la propria attività mediante l'apertura di sportelli distaccati presso sedi diverse dai locali nei quali si effettua già la raccolta delle scommesse». Si presume quindi che l’ampliamento della rete sarà portata avanti dai Monopoli di Stato attraverso un bando di gara con il rischio di duplicare le concessioni in zone già abbondantemente coperte ma sempre appetibili (le grandi città) e di lasciare alla malavita organizzata la raccolta nella stragrande maggioranza dei piccoli e medi comuni privi di agenzia.
Su questo punto è intervenuto Raffaele Palmieri, presidente del Sicon, il quale ha denunciato non solo la raccolta illecita dei “ctd” facenti capo ad alcuni bookmaker stranieri, ma anche dei “ctd all’italiana” che portano avanti una concorrenza spietata ai concessionari legali e si stanno impiantando nelle zone scoperte: «In pratica raccolgono scommesse come un’agenzia a terra bypassando completamente il divieto di intermediazione. Nella provincia di Siracusa un concessionario è stato circondato dai 6-7 ctd illegali, ha perso la metà del fatturato e ha dovuto licenziare la metà dei dipendenti. Vedremo cosa accadrà dopo la nostra denuncia che si aggiunge alle numerose segnalazioni di abusi già sottoposti alle autorità competenti. Alla luce di questa situazione, fortemente degradata, il sindacato ha intenzione di indire un convegno sul gioco on-line nel prossimo mese di gennaio per chiarire cosa è lecito e cosa non lo è. Altrimenti ogni ipotesi di riordino – dai 3 sportelli, purtroppo tramontati, al totem o alle gare – sarà inapplicabile. Chiediamo che si controllino le situazioni dubbie e che si istituisca un tavolo tecnico incaricato di monitorare con regolarità il mercato e definire una volta per tutte le regole del gioco. Gli scenari cambiano a velocità incredibile». Secondo il presidente del Sicon bisogna fare in fretta anche per riordinare il gioco telematico: «L'esigenza è dettata dalla scadenza a fine anno della circolare dell'11 aprile 2005 che regola questo tipo di raccolta. A nostro parere non può essere prorogata, ma va sostituita con norme chiare e certe». Palmieri si è anche soffermato sulle scommesse ippiche: «La questione del gioco telematico interessa anche l'Unire, visto che l'ippica on-line, unita alla trasmissione delle corse in tv, consente di trasformare i punti di vendita di card in mini sale ippiche. Un fenomeno di illegalità in embrione ma in continua e pericolosa espansione».
Ai margini di questo discorso va apprezzato il messaggio lanciato dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale: «Il settore dei giochi va seguito con la massima attenzione perché è a forte rischio di infiltrazione criminale e vive una delicata situazione sotto il profilo erariale. Per questo sarà rafforzata l’azione del Corpo a contrasto del fenomeno dei giochi e delle scommesse clandestine». Sono stati oltre 3.800 i soggetti verbalizzati e quasi 7.000 gli apparecchi fuori norma sequestrati. Di questa situazione dovranno tenere conto i legislatori.