Punti serenità per andare a Brescia

Enrica Suzzi

da La Spezia

L’avevano chiamata “sindrome da Marassi”. Dopo la vittoria con il Genoa, lo Spezia era incappato in due sconfitte consecutive, seppure maturate in modo diverso: una, con il Modena, con un’autorete clamorosa di Frara al 94’; l’altra, a Trieste, subendo una rimonta concretizzatasi ancora a pochi minuti dalla fine. Lo Spezia aveva bisogno di tornare a galla. E lo ha fatto al termine di una battaglia calcistica giocata su un acquitrino, sotto un diluvio che ha condizionato l’incontro e fatto saltare i nervi, soprattutto a quelli del Crotone. «Volevamo questa vittoria, l’abbiamo conquistata con il cuore, ma anche giocando un buon calcio». Parole di Antonio Soda, allenatore felicissimo per la prestazione dei suoi calciatori. Soda ci ha messo del suo, in positivo, proprio come accadde a Marassi. Grande duttilità nel proporre gli schemi e nel cambiare modulo, quando il campo non lasciava più spazio alla tecnica, ma aveva bisogno di muscoli. «Ho iniziato con il rombo, e Alessi tra le linee stava interpretando al meglio il suo ruolo. Poi, quando il campo era pesantissimo, ho inserito Confalone e riportato Saverino davanti alla difesa». Entrambi i moduli hanno dato buoni risultati. Con la prima soluzione era arrivato l’uno a zero di Scarlato (ma anche il pareggio, seppur abbastanza casuale, su autorete di Saverino). Con la seconda formula, il numero 21 spezzino è tornato protagonista, trovando il gol decisivo, il suo quinto stagionale. «Ho rubato palla a Giampaolo sulla fascia, mi sono accentrato e ho tirato con tutta la forza che avevo in corpo – racconta Saverino –. È andata bene, volevo il gol e volevamo questa vittoria». Tre punti che danno morale, anche perché conquistati contro una diretta concorrente alla salvezza. E adesso la settimana verso Brescia è un po’ più tranquilla.