«Puntiamo ai play off, le ragazze alla salvezza»

Tante luci, rigorosamente biancocelesti, tanti bimbi delle scuole nuoto, sincro e pallanuoto. Ed alla fine … una grande fiammata. Così la Rari Nantes Bogliasco ha incominciato la sua doppia stagione in Serie A1. Una presentazione semplice, ma con tanto «cuore». Claudio Gavazzi, al suo quinto mandato da presidente della Rari, ha saputo unire tutta la società per pubblicizzare «uno sport sano e senza compromessi».
Perché acqua e fuoco, Presidente?
Per scompaginare le carte: fuoco ed acqua, due elementi in antitesi.
Dunque Bogliasco può essere un'alternativa alle affollate piscine genovesi?
Non siamo un'alternativa a nessuno. Siamo il Bogliasco, ed abbiamo l'orgoglio di andare per la nostra strada, senza guardare in casa d'altri. Non siamo nè pro nè contro nessuno.
Cosa c'è da aspettarsi da questa società che, con le sue tante attività, è sempre è più un richiamo per i genovesi?
Tanto impegno, tanta voglia, e qualità per quanto riguarda la parte tecnica. Un ritorno verso uno sport un po' nostalgico, troppo spesso dimenticato.
La pallanuoto: in A1 maschile squadra con cambi decisivi, che hanno permesso già i primi tre punti. Obiettivi?
Per ognuno che è andato via abbiamo cercato un rimpiazzo di pari valore se non meglio. Gli obiettivi quelli della scorsa stagione: ottavi, non siamo entrati nei play off per differenza reti con la Florentia. Quest'anno vorremmo provare a fare meglio.
Quest'anno l'impegno sarà doppio. Cosa si aspetta dalla femminile in A1?
La salvezza. Ma è un percorso difficile, per tante ragioni, non ultime quelle economiche. Abbiamo confermato tutto il gruppo che ha contribuito alla promozione in A1, con un solo innesto nuovo. È una squadra giovane per età anagrafica ed esperienza. È il loro primo campionato in assoluto nella massima serie ed avendoci ormai abituato ai miracoli siamo convinti che si salveranno e poi a fine stagione vedremo se sarà possibile fare un passettino in avanti. È in fondo la nostra politica: mai farne troppi, si rischia di inciampare.
La pallanuoto è in crisi: tanti discorsi, tante proposte, tanti ricette. Bogliasco, come vive questa crisi?
La vive come tutti, con tanta sofferenza, con tanto sacrificio, in isolamento perché tutte le società sono isolate dal contesto sociale che le circonda. I nostri sono sacrifici veri, capisco la voglia di tifosi, amministratori e dirigenti di avere sempre di più. Ma le risorse sono sempre meno. Viviamo di compromessi, di salti mortali, di fatica.
Perché oggi una grossa società, una grossa azienda dovrebbe fare lo sponsor ad una squadra di pallanuoto?
Non ha nessun motivo per farlo, infatti. Bisognerebbe cambiare tutto. Ho già espresso le mie idee in Federazione, è un discorso lungo forse non è questo il contesto.
C'era una volta la Lega. Oggi dov'è finita?
Ibernata?