«Il punto debole di Supermarta? Quello che fa»

Cosa ha distinto fino ad oggi l'azione di governo amministrativo di Marta Vincenzi, strombazzato candidato sindaco di un'improbabile «nuova stagione» genovese? Come si evince chiaramente dal succinto elenco di gaffe da lei prodotte durante il suo secondo mandato di presidente della Provincia, SuperMarta ha brillato per sterili protagonismi, improvvisazioni, brucianti contraddizioni, forzature di immagine. Una maestra illusionista, nei fatti sempre allineata con la sinistra-sinistra e con quel regime che ha condotto in trent'anni Genova ad essere la cenerentola delle grandi città europee.
Merchant Bank. Bisogna promuovere iniziative serie di solidarietà per il lavoro e per i lavoratori? Ecco che SuperMarta non perde l'occasione per proporre un'iniziativa sensazionale. Nel maggio 1999 pensa di costituire una merchant bank pubblica, ignorando che il merchant banking è un'attività molto complessa che la legge riserva a particolari categorie di imprese sotto la vigilanza della Consob. Un'idea stravagante che non ebbe ovviamente seguito. Pare, però, che sia stato l'allora premier D'Alema a frenare e a dire: cara Marta, l'unica merchant bank che non parla inglese deve essere la mia qui a Palazzo Chigi. E lei ha dovuto rassegnarsi.
Finmeccanica, Elsag, Ansaldo. Tra il 1997 e il 1998, nel clima prodiano delle privatizzazioni-regalo, venne decisa l'inutile decapitazione di Elsag Bailey, società genovese leader internazionale nel campo dell'elettronica e dell'automazione industriale quotata anche alla Borsa di New York. Fu il governo dell'Ulivo a vendere Bailey alla multinazionale Abb, riducendo Elsag ad una pura realtà domestica (sarebbe stato poi il governo Berlusconi, e Gianni Letta in particolare, a far mettere in sicurezza dal nuovo management Finmeccanica quello che restava della prestigiosa società). Dilettanti allo sbaraglio commisero un clamoroso errore tecnico-finanziario che procurò un danno grave all'occupazione genovese e all'high tech del nostro Paese. SuperMarta, sempre prodiga di parole al vento, dichiarò: «Quella di Abb è certamente un'ottima offerta e Finmeccanica ha compiuto un'operazione molto positiva dal punto di vista del consolidamento finanziario ed anche sul versante della crescita delle attività industriali italiane e dell'occupazione».
Il risultato dell'incorporazione di Bailey in Abb sarebbe stato per Genova zero attività industriali e zero occupazione. Così come nullo sarebbe stato il risultato del fragoroso annuncio a vuoto della presidente Vincenzi dell'acquisto da parte della Provincia di azioni Finmeccanica per condizionare le scelte dei vertici della finanziaria romana in merito alle controllate Ansaldo ed Elsag.
Fiera del Mare. Quando la Fiera del Mare, già fiore all'occhiello di una Genova in piena salute, venne indebolita fino quasi al fallimento dalla politica dissennata e clientelare dei Ds che ne governavano le sorti, SuperMarta annunciò, a parole, uno straordinario piano di rilancio dell'ente di cui però nessuno ebbe mai la fortuna di conoscere il contenuto. Ma i genovesi sanno certamente che sarebbe poi stata la Casa delle Libertà a risolvere i problemi e a ridare alla Fiera le funzioni di supporto economico ed espositivo per le categorie produttive e per l'intera città.
Madrina del forno elettrico. Anche se ha sempre cercato di cancellare una tanto scomoda verità, Marta Vincenzi è stata la madrina di una possibile installazione di un forno elettrico siderurgico a Cornigliano, che avrebbe in concreto significato per la delegazione del Ponente il perpetuarsi di una situazione vergognosa dal punto di vista ambientale e con un modesto ritorno occupazionale. A fine novembre del 1999 Emilio Riva disse ai giornali: «L'idea del forno elettrico me l'ha data la presidente Vincenzi che in proposito ha fatto uno studio con i soldi della Provincia. Io ho accolto la proposta ed ora mi trovo con tutta Genova contro». Anche in questo caso l'ansia di protagonismo portò SuperMarta a strafare, naturalmente con i soldi del contribuente. Infatti, non paga dello spreco di risorse pubbliche per lo studio, intraprese un tour in Europa alla ricerca di forni elettrici siderurgici per documentarne il funzionamento.
Aeroporto Cristoforo Colombo. Proseguendo l'iter di stramberie «vincenziane», SuperMarta venuta a conoscenza di una possibile privatizzazione dell'aeroporto di Genova annunciò trionfante: «Voglio partecipare alla privatizzazione del Cristoforo Colombo facendo acquistare alla Provincia molte azioni». Dovrebbe tuttora spiegare agli incolti come si fa a «privatizzare» una società pubblica facendo acquistare azioni da un altro ente pubblico, cioè la Provincia di Genova...
Vendita dell'autostrada Serravalle-Milano s.p.a. Sino a quando la Provincia di Milano era guidata da una Giunta di sinistra, Marta Vincenzi non manifestò mai intenzioni di vendere il «gioiello di famiglia» rappresentato dalla proprietà di un pacchetto di azioni della società Serravalle-Milano, che nel patrimonio della Provicnia di Genova costituiva, fra l'altro, uno dei pochi beni produttivi di buon reddito. Al momento in cui la Provincia di Milano passò al centro-destra, SuperMarta dichiarò, con sprezzo del ridicolo, che «non sono più perseguibili nell'ambito della Serravalle-Milano s.p.a. le linee strategiche allo sviluppo dell'area provinciale e della realtà portuale di Genova». Mise quindi in vendita le azioni e la Provincia incassò quaranta miliardi di lire rinunciando però a sostenere, con buona voce in capitolo, gli obbiettivi di potenziare i collegamenti autostradali con la città, con il porto di Genova e con l'area del Tigullio.
Inceneritore sotto la Lanterna. Se il centro-destra non avesse vinto le elezioni regionali oggi avremmo probabilmente un bell'inceneritore di rifiuti ubicato sotto la Lanterna con inimmaginabili ripercussioni negative per la vivibilità, l'ambiente ed il traffico di tutta la città. SuperMarta era ovviamente favorevole al progetto della Giunta Pericu nonostante una protesta popolare di vaste proporzioni che aveva mobilitato associazioni, comitati e migliaia di cittadini in difesa della Lanterna. Forse per dare maggiore credibilità al progetto di Comune e Provincia, il Sindaco aveva anche proposto di «declassare la Lanterna da simbolo immagine di Genova». Di fronte al rischio di rivolta popolare il progetto venne riposti nelle cantine di Palazzo Tursi e Palazzo Spinola.
Tebio e Mobilitebio: SuperMarta perde la faccia. Tebio: nel 1999 SuperMarta concede il patrocinio della Provincia di Genova ed entra nel comitato promotore del «Convegno sulle biotecnologie» in programma alla Fiera del Mare per il 2000 e decide di offrire ai convegnisti una cena di gala a Palazzo Ducale per una spesa di 25milioni di lire, naturalmente a carico del contribuente genovese.
Mobilitebio: è un movimento politico trasversale e transnazionale che contesta in modo violento le biotecnologie, provocando spesso gravi disordini, danneggiamenti e scontri contro le forze dell'ordine. Basta ricordare la guerriglia urbana di Seattle.
Quando il 25 maggio 2000 la presidente della Provincia sente soffiare il vento contestatore di Mobilitebio contro il convegno in corso alla Fiera del Mare, scende in piazza e sfila con Bertinotti, Francescato e don Gallo al fianco dei «pacifisti» convenuti a Genova. Seguono gravi disordini con poliziotti e giornalisti feriti e vetrine di negozi e di banche infrante.
Riassumendo, a Genova il 25 maggio 2000:
ore 9,30 Alla Fiera del Mare si apre il Convegno sulle biotecnologie;
ore 9,30 SuperMarta sfila con i «pacifisti» di Mobilitebio che attrezzati con caschi, fionde, bastoni e biglie metalliche sfasciano vetrine e feriscono poliziotti;
ore 21,00 SuperMarta offre a Palazzo Ducale la cena di gala ai convegnisti di Tebio;
ore 22,30 I «pacifisti» di Mobilitebio, per sfottere SuperMarta che ha perso la faccia per la sua palese incoerenza, scaricano sacchi di letame sul piazzale della Provincia.
Ecco cosa ci aspetta se il(la) Sindaco della «nuova stagione» malauguratamente dovesse vincere le elezioni.
*Capolista di Forza Italia
per il consiglio comunale
di Genova