«Punto» e a capo: ecco l’auto della svolta Fiat

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Torino

Conclusi i festeggiamenti, la Grande Punto si prepara a scendere nell'arena. E' il modello dal cui successo dipenderanno le sorti della Fiat, particolare che Luca di Montezemolo ha voluto rimarcare durante la cena di gala che si è svolta ieri nella cornice olimpica del Palavela di Torino. «È un bel momento», ha osservato con un po’ di commozione Susanna Agnelli. «Questa nuova automobile - ha detto il presidente della Fiat - riveste una grandissima importanza per il gruppo, per la sua immagine, per le sue persone, per la rete di vendita e per il suo futuro». E la presenza al gala di politici, sindacalisti e banchieri, oltre a più di 850 giornalisti provenienti da tutto il mondo, testimonia come sulla vettura simbolo del rinnovamento del gruppo, siano puntati i riflettori del Paese. «La ripresa della Fiat - ha commentato da Roma il premier Silvio Berlusconi - è un fatto importante per l'intero sistema industriale italiano che, anche in questo modo, dimostra di saper reagire alle situazioni di difficoltà. Ci troviamo di fronte a un segno importante di vitalità della più grande industria manifatturiera italiana. Sono sicuro che la Grande Punto giocherà un ruolo decisivo per il rilancio del gruppo e dell'industria automobilistica del Paese nel mondo».
Ma Montezemolo, alla vigilia dell'ingresso delle banche nell'azionariato dell'azienda, ha voluto anche lanciare un nuovo segnale rassicurante sull'impegno della famiglia a favore dell'Auto: «Gli Agnelli - ha precisato il presidente - restano gli azionisti di riferimento», ipotesi tra l'altro auspicata sempre ieri dallo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne. Dal canto suo Gianluigi Gabetti, presidente dell'Ifil, oltre a ribadire la volontà in questo senso, ha osservato che la holding non intende diminuire la propria partecipazione nella Fiat una volta scattata la diluizione al 22% dopo l'esercizio del convertendo. «Non mi risultano - ha osservato Pietro Modiano, direttore generale del Sanpaolo Imi - operazioni di Ifil per accrescere la propria quota».
«La Grande Punto - ha aggiunto Montezemolo - testimonia il nostro impegno non solo a confermare Torino come una delle capitali europee e mondiali dell'auto, ma anche a conservare all'Italia un'industria automobilistica forte, vitale e competitiva, in grado di eccellere nei confronti dei propri concorrenti europei e asiatici: la Fiat è tornata».
Questa mattina, sempre al Palavela, toccherà a Marchionne, che Montezemolo ha ringraziato «per quello che ha fatto e per quello che sta facendo», tracciare le linee strategiche del rilancio del gruppo in funzione dei risultati previsti per la Grande Punto. L'ad, nei giorni scorsi, non ha nascosto l'ottimismo a proposito della ripresa del Lingotto. Sarà infatti nell'ultimo trimestre del 2005 che, come ribadito ieri sera dal top manager, si potrà toccare con mano la svolta. «In pratica - spiega al Giornale una fonte finanziaria - per Fiat Auto il quarto trimestre potrebbe rappresentare il ritorno al break even o a un piccolo utile operativo», dopo 16 trimestri negativi. A dimostrazione del peso che la Grande Punto avrà sui conti del Lingotto c'è l'analisi di una banca d'affari: per il 2006 il dato combinato tra il vecchio modello, che continuerà a essere sfornato, e quello nuovo potrebbe portare un effetto positivo sull'utile operativo dell'Auto pari a 300 milioni rispetto al contributo che sta offrendo nell'anno in corso. L'arrivo della Grande Punto e l'annunciata svolta in Fiat Auto anche ieri hanno movimentato Piazza Affari. Il titolo ha segnato un nuovo balzo dell'1,10% a 7,38 euro con scambi che hanno sfiorato l'1,5% del capitale. Durante la seduta l'azione era arrivata a toccare i 7,45 euro, la massima quotazione degli ultimi 30 mesi.