Un punto a favore di Bondi

da Milano

Un ulteriore punto a favore della Parmalat di Enrico Bondi sul fronte dei numerosi procedimenti giudiziari in corso: il giudice federale di New York, Lewis A. Kaplan, ha deciso che la causa per risarcimento danni da 10 miliardi di dollari del gruppo alimentare contro le società di revisione Deloitte & Touche Tohmatsu e Grant Thornton International può andare avanti.
Ribadendo un orientamento espresso a fine giugno, Kaplan spiega nel suo provvedimento di oltre 50 pagine che la decisione poggia sulla «appropriata dimostrazione» fatta dai legali del gruppo alimentare sull’esistenza dei rapporti consolidati tra le case madri delle due compagnie di revisione e le rispettive filiali italiane. Al contrario, Deloitte & Touche Tohmatsu e Grant Thornton International sostenevano l’assoluta indipendenza delle controllate italiane e, quindi, le uniche eventualmente citabili nella richiesta di risarcimento danni della Parmalat.
Il gruppo alimentare, secondo Kaplan, «ha ben motivato l’esistenza di una stretta relazione tra Grant Thornton International (Gti) Gti-Italia e Deloitte & Touche Tohmatsu (Dtt) e le sue filiali italiane che svolgevano le attività di audit della Parmalat». E per questo motivo, le case madri possono essere chiamate «a rispondere degli atti messi in essere» dalle consociate.
Allo stesso tempo, il giudice ha respinto la richiesta generica di risarcimento nei confronti di creditori individuali e azionisti di Parmalat, rilevando la legittimità solo per i casi specifici che hanno causato il dissesto.