Il punto sui «mestieri d’arte»

Domani verrà presentato in Cattolica il volume dal titolo «A regola d'arte. Attualità e prospettive dei mestieri d'arte in Lombardia e Canton Ticino», a cura di Paolo Colombo, docente di Storia delle istituzioni politiche, edito da Vita e Pensiero. Il volume, pubblicato con il contributo della Fondazione delle arti e dei mestieri, fa uno screening dei mestieri d'arte della Lombardia e del Canton Ticino. La tavola rotonda promossa dal Centro di ricerca «Arti e mestieri» della Cattolica si svolgerà nella Cripta dell'aula magna alle 17. Parteciperanno, tra gli altri, il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, e Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore.
La tradizione dell'artigianato artistico lombardo (in termini più recenti i «mestieri d'arte») rappresenta circa il 20 per cento dell'artigianato italiano. Presenta caratteristiche peculiari in diversi settori: alimentare (attorno al 14% del numero delle imprese impegnate), i mobili, l'area foto/design, il tessile (10% circa per tutte e tre). Sono quantitativamente meno rilevanti ambiti come le creazioni artistiche vere e proprie (2%), l'edilizia (3%), la lavorazione dei minerali (5%), la fabbricazione di orologi e gioielli (5%), e la meccanica (5%), mentre a un livello intermedio si collocano la produzione di carta/editoria, l'abbigliamento, la pelletteria e il legno (fra il 6% e l'8%).
La maggiore concentrazione di imprese a vocazione artistica si ha nella provincia di Milano (35%), anche per la concentrazione dell'ambito foto/design, mentre a una certa distanza appaiono Brescia, Bergamo, Varese e Como.