«Puntuali, precisi, mai lagnosi per questo siamo ricercati Da noi ci chiamano tedeschi...»

Determinazione, impegno, precisione. «Dal niente non viene niente» dice Kristian Ghedina. Bellunese di Cortina d’Ampezzo, per anni è stato l’idolo della discesa libera azzurra.
Un’azienda di Bologna ricerca personale esclusivamente bellunese. Sul lavoro siete una garanzia?
«Avranno avuto altre persone di Belluno, in passato...».
E come li hanno conquistati così?
«Si saranno trovati bene, non avranno avuto mai da dire. Saranno stati anche fortunati».
Avete doti particolari sul lavoro?
«Sicuramente la gente di Belluno ha voglia di fare. Però i buoni e i cattivi ci sono ovunque».
È vero che siete affidabili?
«Tendenzialmente sì. Un po’ in tutta la zona siamo “tedeschi”, un po’ più chiusi e precisi, come mentalità. Forse anche un po’ meno tolleranti rispetto ad altre zone d’Italia. Magari siamo considerati più affidabili, se un datore di lavoro cerca puntualità, precisione, ordine».
Siete tutti precisi?
«Difendo la mia provincia, però non voglio generalizzare. Certo a me piace che una persona sia precisa, regolare, diligente: se è così ci conto, mi fido».
Altrimenti?
«Se una persona si dimostra poco affidabile per tre o quattro volte, la scarto».
Perciò siete lavoratori così apprezzati?
«Sul lavoro sicuramente sono doti che funzionano. Uno può essere imbranato, ma se ci mette impegno e sacrificio, se migliora col tempo, allora vale. E lo prendo a lavorare. Ed è vero che, da queste parti, c’è una certa propensione a essere precisi e puntuali».
E vi lamentate poco?
«Posso dire che a me le lagne non piacciono molto. Con chi accampa sempre malanni, scuse e ritardi di solito ho poco a che fare. Per me vale una persona che sta zitta, giù a testa bassa, e lavora».
Date valore al lavoro?
«Certo. E anche al soldo. Ho fatto uno sport in cui devi impegnarti, rischiare, avere costanza e un po’ di fortuna. E, alla fine, non è nemmeno detto che tu emerga, perché le variabili sono tante. Ma dal niente non viene niente».
Siete i lavoratori migliori d’Italia?
«Forse i migliori, in generale, no. Ma sicuramente è una provincia in cui c’è voglia di lavorare, di guadagnarsi da vivere. I successi non cadono dal cielo, ma bisogna sempre rimanere coi piedi per terra: volere sempre di più, non accontentarsi, migliorare».
Sa che però non trovano i lavoratori bellunesi?
«Le persone nate qui sono brave e hanno voglia di lavorare, ma sono molto attaccate alle loro radici. Magari fanno fatica a spostarsi».