Punzecchia il ghisa che si «vendica»

Guai a stuzzicare il vigile irascibile. Si corre il rischio di vedersi appioppare una multa per una trasgressione al Codice della strada che, va ammesso, se venisse applicata ogni giorno con severità, potrebbe riempire di soldoni le casse di Palazzo Marino in men che non si dica. L’ardire - e le sue conseguenze - sono toccate a una ragazza milanese di 32 anni, martedì pochi minuti prima delle 18. Nicoletta C. stava attraversando via Pietro all’Orto sulle strisce pedonali con la bicicletta, come fa abitualmente chi è abituato a circolare in città sulla due ruote. Parcheggiata sulle strisce zebrate, una macchina della polizia municipale. «Date un bell’esempio», ha osato proferire la sventurata. Il vigile, che aveva il finestrino abbassato, è sceso immediatamente dall’auto e col fare dell’«adesso ti faccio vedere io chi comanda», ha fermato la donna e in tutta risposta le ha assicurato: «Intanto, vediamo adesso chi si prende una multa». Trentacinque euro, per l’esattezza, perché «circolava su strada con velocipede - recita il verbale - senza mantenere la posizione prevista e attraversando sugli attraversamenti pedonali». Infrazione all’articolo 143 della strada, insomma, che impone l’obbligo di tenere i veicoli sprovvisti di motore il più possibile al margine destro della carreggiata.
Sconcertata la giovane: «Mi è sembrato un provvedimento esagerato, preso soltanto per replicare in modo autoritario alla mia considerazione».