Il Pup «infernale» di piazza Fonteiana

Santori (An): «Il Campidoglio ha permesso uno scempio clamoroso»

Valeria Arnaldi

«Il pup della vergogna». Gli abitanti di Monteverde chiamano così il parcheggio interrato di piazza Fonteiana: due piani, 92 posti auto ma, soprattutto, oltre due anni di lavori e disagi che continuano ancora oggi, malgrado il cantiere risulti chiuso dalla fine dello scorso anno. Sul lato sinistro della piazza si trova l’ingresso del parcheggio, sul lato destro, a fare quasi da pendant, è rimasta una lunga transenna che custodisce materiali edili inutilizzati, tubi rotti, terra di riporto e, ormai, sacchetti di immondizia, rifiuti vari, un vecchio motorino abbandonato. C'è anche il tronco di un albero. Sì, perché a detta dei residenti, la piazza era un’isola verde. «Ci svegliavamo la mattina con il cinguettio degli uccelli - racconta la proprietaria di un appartamento che affaccia sulla mini-discarica -, e i riflessi del sole sugli alberi alti. Sembrava di vivere in un favola, lontani dal traffico caotico anche se in una zona piuttosto centrale. Poi sono iniziati i lavori, una vera e propria tortura: andirivieni di camion tutto il giorno, rumori, aria irrespirabile, continui problemi alle tubature di acqua e gas». Guai particolarmente gravi per uno degli edifici. «Nella costruzione delle paratie del parcheggio - spiega il Comitato dei Residenti - sono state interrotte le fognature a volta di un condominio che, a oggi, non sono state ancora riparate. Comune e municipio fanno finta di non saperne nulla, la ditta è disposta solo a realizzare delle tubature nei box auto, ma, ovviamente, i proprietari sono contrari: alcuni di quei box erano stati comprati come investimento, ma liberi». Fognature inesistenti, «a perdere» che, però, spesso, spandono liquami negli scantinati e nel garage del palazzo rendendo necessario l’intervento del servizio autospurgo, ovviamente a spese dei condomini.
«È uno scandalo - commenta Fabrizio Santori, consigliere del XVI municipio -. Il comune aveva promesso la riqualificazione di un’area che, peraltro, non ne aveva bisogno. Con gli oneri concessori del pup si sarebbe provveduto al rifacimento di manto stradale e marciapiedi. Altro che vantaggi: la zona, oggi, è invivibile, si è ridotto il valore delle proprietà, i cittadini pagano fisicamente ed economicamente i danni di scelte frettolose e mal fatte, i disagi sono sotto gli occhi di tutti ma nessuno vuole assumersene la responsabilità e cercare di risolvere la situazione». I residenti hanno paura di stare in strada quando fa buio, perché il degrado attira malintenzionati - è aumentato il numero di scippi - la via è stata dissestata dal passaggio dei camion, nei marciapiedi si aprono delle voragini, non ci sono più strisce pedonali. È aumentata la sosta selvaggia di auto e motorini, i pedoni devono fare lo slalom tra rifiuti, buche, e tronchi di alberi, abbattuti e mai portati via. «Abbiamo segnalato la gravità della situazione - dicono i residenti - più volte a Comune e municipio, con tanto di documentazione fotografica perché vedessero con i loro occhi come siamo costretti a vivere. La risposta che ci hanno dato è che la piazza va bene così. Ma a chi? Non certo a noi. Non intervengono neanche i vigili urbani, malgrado le numerose chiamate per problemi di traffico, auto bloccate per sosta in doppia e tripla fila. Ogni tanto passano, ma voltano lo sguardo dall’altra parte, limitandosi a fare manovra per evitare le vetture di intralcio».