Pupe, ironia e polemiche. La notte di Chiambretti ora è anche per famiglie

Piero porta il suo show anticonformista su Canale5. Apre con Castro tifoso del Milan e si scatena con la Pellegrini

Milano - E’ finita a Canale 5 la longa marcia di Piero Chiambretti. Come Alessandro Magno, ha attraversato indenne il deserto del Makran. Viene da sinistra, e per comunicare il suo trasloco da La7 a Italiauno, qualche tempo fa, aveva voluto che Piersilvio Berlusconi accettasse di fare la conferenza stampa al circolo Arci di via Bellezza a Milano, (quasi a dire «se mi vuoi davvero…») ma, alla fine, è arrivato nella mecca del Berlusconismo. E forse ci è arrivato con un po’ d’ansia, lui che ha sempre goduto di un certo consenso sociopolitico. Forse ci è arrivato temendo di essere giudicato, o peggio ancora, omologato. Invece ieri sera, per il suo esordio sull’ammiraglia del Biscione, in seconda serata con il «promosso» Chiambretti Night, l’unica cosa che Piero aveva spostato a destra erano i «conigli». Li aveva piazzati sulla stessa altalena dell’anno scorso, ma dalla parte opposta dello studio. Tutto lì. Così ha anche potuto permettersi di vestirsi d’azzurro. Così ha anche potuto iniziare a festeggiare Canale 5, che solo il prossimo il 30 settembre compirà trent’anni , mandando un collage delle immagini più significative della sua vita e del suo fondatore: Da Telemilano alla calza ha intitolato l’omaggio mediatico che si concludeva con il discorso del Cavaliere per la sua discesa in campo, e che passava per il primo giorno di Tg5, per Drive In, per un vecchio sketch in cui Roberto Benigni , ospite del «nemico», diceva: «Qui a Mediaset sì che c’è libertà, mica come in Rai». In compenso ha affidato la sigla d’inizio a Fidel Castro. Però gli ha fatto tifare Milan e ringraziare il presidente per l’acquisto di Ibra. E insomma dai, ha tenuto assieme un po’ tutto, Pierino: le vecchie passioni e le nuove simpatie.
Per il resto, su Canale 5 è sbarcato Chiambretti perché a Canale 5 avevano chiesto Chiambretti. Senza bisogno di restyling, ritocchi, mutilazioni macroscopiche. Qualche aggiustatina impercettibile «innovare senza stravolgere» come direbbe il direttore di Canale 5 Massimo Donelli, che è l’intelligenza di chi può permettersi di rimanere se stesso senza rimanere sconsolatamente identico a se stesso: un piccolo cambio allo sfondo, meno spazio ai personaggi esasperati, la critica musicale dodicenne acqua e sapone, il «Secchione» Tassinari («uno che il cervello ha deciso di non metterlo in fuga, l’ha lasciato qui da noi») chiamato a risolvere l’enigma dei numeri primi, i gemelli con la felpa «logata» Canale 5... qualche astuzia essenziale per arrivare al pubblico di Canale 5. Perché Pierino lo sa bene dove si trova. Per due giorni alla settimana, si prenderà la seconda serata dell’ammiraglia, roba che in passato era successa solo a gente come Maurizio Costanzo ed Enrico Mentana. E’ finita la «pacchia» della tv di nicchia, della collocazione clandestina. E c’era tutto il quartier generale di Mediaset a ricordarglielo: Donelli, Alessandro Salem, Giorgio Restelli, Piersilvio Berlusconi. Tutti composti dietro le quinte a vedersi ‘sto esordio. Pierino è andato a incastonarsi in un’azienda in cui la tv la si fa (anche) per fare soldi ed è andato a completare il sillabario di una rete che, dalle 19 con Gerry Scotti (passando per Tg5, Velone e Io canto) fino a notte fonda prende in ostaggio tutti i tipi di pubblico e non li molla più a nessuno. E’ ora di diventare Piero e basta, senza quell’«ino» che sembra star lì appoggiato e basta ma intanto, alla lunga, ti prende la forma.
E’ davanti alla platea larga Chiambretti e ci è arrivato concentratissimo. La registrazione della puntata è iniziata, di fatto, un’ora prima. Con il suo esercito di palluti fedelissimi a disporre il pubblico secondo logiche estetiche molto berlusconiane: «Qui mi serve quella ragazza, quella con tanti capelli, qui ci mettiamo seduta una coppia, adesso voglio un ragazzo, giovane e sgangherato. Mi raccomando gli applausi: corali». Poi finalmente entra lui, e ammette: «Mi hanno anche fatto bere. Ma tanto, non sono certo l’unico sbronzo ad andare in onda in tv». Inizia col far finta di spegnare una polemica nel suo solito modo: riaccendendola. Quella partita quest’estate con l’ambasciatore messicano in Italia che se l’è presa per le immagini del lancio della trasmissione perché sul corpo di Zapata era stata montata la testa di Silvio Berlusconi. Poi un altro ospite dalla grinta polemica: il rapper Fabri Fibra che bisticcia pieno di ritmo con tre quarti dei personaggi del Chiambretti Night. Un’altra delle sventole a cui ci ha abituati in questi anni: stavolta si chiama Claire, viene dal Lidò ma ha la stessa «malattia» delle altre due degli scorsi anni, quella «malattia» strana che fa crescere le gambe a dismisura. In lungo, ovviamente. E finalmente lei, loro. Federica Pellegrini e il suo fidanzato collega, Luca Marin, scippato all’altra nemica collega Laure Manaudou. «Femminissima», truccatissima, in abito da sera. La campionessa che ha paura dell’acqua e «che non puzza di cloro ma sa di Chanel» conclude soddisfatto Pierino dopo averla annusata. Sì, sì. E’ sempre lui...