Pupi Avati premiato: «Anche i film sbagliati fanno crescere»

Los AngelesIl calabrone. Così il flautista Andrea Griminelli da definito l’iperattivo Pascal Vicedomini, produttore di «Los Angeles, Italia», dedicandogli Il volo del calabrone di Rimsky-Korsakov durante il gala che ha inaugurato la quarta edizione del festival che si svolge nella settimana precedente gli Oscar (quest’anno purtroppo senza candidati italiani), e che si è creato una sua identità, mescolando cinema, moda e fotografia, tra le rassegne culturali che si svolgono nella capitale del cinema.
L’edizione di quest’anno, che come da tradizione presenta film recenti e omaggi al cinema del passato, è dedicata a Federico Fellini, alla dinastia De Sica, e a Pupi Avati. La serata è iniziata con un concerto di musiche di Nino Rota interpretate da Griminelli e dalla pianista Irene Veneziano, per concludersi con la proiezione de Il papà di Giovanna di Pupi Avati, che lunedì ha ricevuto il premio alla carriera conferitogli dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Consolato Generale d’Italia: «Ho quarant’anni di cinema alla spalle: con mio fratello abbiamo fatto tanti film. Non troppi, quelli giusti, e giusti anche quelli sbagliati, perché è attraverso quelli sbagliati che siamo cresciuti, non attraverso quelli che hanno avuto successo», ha detto, con grande umiltà e visibile commozione il regista.
La serata di apertura ha avuto come ospite d’onore Dennis Hopper, che ha raccontato ai presenti come Sciuscià, Ladri di biciclette e Umberto D. di Vittorio De Sica, e in seguito i film di Roberto Rossellini, Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, lo abbiano ispirato creativamente. Christian De Sica ha ricambiato l’omaggio confessando che Velluto Blu è stato il film che gli ha cambiato la vita.
Oltre ad ospiti italiani come Maria Grazia Cucinotta, madrina della maifestazione, Franco Nero, Pupi Avati, Tony Renis, Pappi Corsicato, Maria Sole Tognazzi, Christian e Brando De Sica, Giulio Base, Sofia Milos e Francesco Quinn, alla cerimonia hanno partecipato anche Christian Slater, Rodrigo Santoro e David Borenaz. «Los Angeles, Italia» sa infatti giocare abilmente di sinergia coi festival di Capri ed Ischia, anch’essi prodotti da Vicedomini, e chi è stato ospite delle rassegne campane rende volentieri il favore agli organizzatori a Los Angeles, garantendo così un quoziente di glamour al tappeto rosso di apertura.
Oltre alla mini-rassegna dedicata a Pupi Avati, «Los Angeles, Italia» propone anche la versione restaurata di Ladri di Biciclette; il documentario Parlami di me, diretto da Brando De Sica e interpretato dal padre Christian, e il ritorno a Hollywood di Massimo Ranieri, che presenterà L’ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro. Il festival onorerà anche Gillo Pontecorvo, Ugo Tognazzi e il produttore Franco Cristaldi.