Pupi Avati racconta misteri e delitti nello strano ristorante della vedova

Quando un regista italiano gira un film d’orrore negli Stati Uniti, cioè ogni quarto di secolo, Burt Young è l’interprete: era in Amityville Possession di Damiano Damiani (1982) ed è ora nel Nascondiglio di Pupi Avati. Esempio di cinema di genere che conviene ormai girare direttamente nel posto dove si potrà meglio smerciarlo, Il nascondiglio propone una casa forse infestata nell’Iowa. Proprio qui una matura vedova, fresca di manicomio, vuol aprire un ristorante. Fenomeni paranormali o sue allucinazioni la spingono a chiedersi perché il canone di locazione sia così basso. E scopre che un duplice delitto vi è stato commesso quarant’anni prima. Citazioni e situazioni di altri film analoghi abbondano, ma Avati - che realmente aprì e chiuse un ristorante nell’Iowa - dimostra che se la sarebbe cavata anche in California. Come regista, non come ristoratore.
IL NASCONDIGLIO di Pupi Avati (Italia, 2007), con Laura Morante, Burt Young. 100 minuti