Pupillo di Bird firma il derby a Bologna

La Fortitudo batte la Virtus grazie alle prodezze dello sloveno Lorbek che il grande Larry vorrebbe nella Nba con Indiana

Oscar Eleni

Gli occhi buoni di Erazem Erasmo Lorbek, un pianista che sembra ET, pesciolone sloveno di due metri e nove, nato il 21 febbraio del 1984 a Lubiana, spuntano in mezzo al gruppo affollato delle squadre - le due bolognesi, Napoli e Treviso - che occupano da ieri sera il primo posto dopo che la Fortitudo Climamio ha vinto il 96° derby di Bologna. Ciondola la testa che a 1’10” dalla fine ha colpito sotto il sopracciglio destro il compagno Travis Watson, quattro punti di sutura dopo un grande spavento e uno svenimento. Non si è accorto del danno, c’era ancora un derby da prendere, ma quello era il suo grande momento perché uno dei suoi 3 tiri da 3 punti, tutti centrati, aveva spinto indietro definitivamente la Virtus.
Ci voleva il talento di un ragazzo che a vent’anni ha vinto il suo primo scudetto, che Indiana ha già scelto pensando al futuro, segnalato proprio dal padre, ex dirigente della storica Olimpia, ex segretario della lega Adriatica che ha lavorato per la franchigia Nba di Indianapolis, che Larry Bird ha voluto vedere l’anno scorso e che verrà a trovare nelle prossime settimane. Per ora se lo gode e lo lavora da grande maestro Gelsomino Repesa che ha visto i suoi zapatisti costruire palazzi e ridurli quasi in cenere con 21 palle perse, che ha trovato l’anima Fortitudo in quasi tutti, sopportandone le dolci e terribili ingenuità da derby, scoprendo che nel finale questi aquilotti trovano quello che vogliono, senza preoccuparsi se ogni tanto qualcuno esagera, se il tiro da tre (14 su 29 anche ieri) sembra l’arma più utilizzata. Ma se una squadra la possiede, perché nasconderla?
Derby bello perché è nato bene, fra tortellini, lambrusco e caffè espresso, in sana goliardia, con la Virtus che ha difeso il suo blasone, il suo primo posto con la zona pressing, ritrovando la strada quando David Bluthenthal, fermo in settimana per problemi al costato, è entrato a 3’29 dalla fine del primo quarto (20-11), affiancando Kris Lang, il centro di North Carolina che è stato anche in Corea, che ha giocato a Malaga e a Wloclawek.
Lorbek che da qualche settimana sembrava svanito, come capita ai ragazzi quando gli incantatori entrano nella loro vita semplice, ha colpito duro la Virtus lanciata in partenza dal bell’English (14 punti) rimessa in gioco prima da Lang (17 punti con 8 tiri su 11 e 10 rimbalzi) e poi dall’angelino Bluthenthal, 27 punti in 32 minuti, 8 su 19 , qualche recupero, qualche persa, 2 assist.
La Fortitudo torna in testa, la Virtus ci resta facendo sapere che non era lassù per caso e siamo soltanto all’inizio di un’altra bella storia.