Pupo: «Bello il successo in Tv Ma voglio tornare in hit parade»

«Il mio contratto con la Rai scade a dicembre, ma sembra che intendano rinnovarmelo»

da Milano

Viene da pensare che prima o poi si sbottonerà la camicia per fare intravedere la S di «Super-Pupo»: perché col giochino preserale Reazione a catena il cantante, al secolo Enzo Ghinazzi, ha risolto ancora una volta i problemi di audience di Raiuno. In mesi flosci come luglio e agosto ha capitalizzato una media di oltre due milioni e mezzo di spettatori, con un 24 per cento abbondante di share.
«Non mi sento un supereroe», ride Pupo, «ma uno che lavora sodo e d’estate è pure più difficile perché fa caldo. Soprattutto mi sento uno a cui non è mai stato regalato niente».
Ma qualcosa di fantastico questi ultimi anni l’hanno avuto. Ricapitolando, dopo un lunghissimo silenzio, due estati fa ha condotto su Raiuno il giochino Il malloppo. Un successo.
«... inaspettato! Avevo poca esperienza di televisione, ma ero caduto in disgrazia e dovevo cercare di tornare nelle grazie del pubblico».
La riuscita del Malloppo le ha fatto guadagnare la conduzione di Affari tuoi, ancora ottimi ascolti. Ma improvvisamente, l’estate scorsa c’è stato il flop di Tutto per tutto e la Rai l’ha rispedita nel dimenticatoio.
«Sbagliato. Quest’inverno mi hanno chiamato per fare l’ospite in decine di trasmissioni e offerto nuovi programmi, ma io ho rifiutato, il mio contratto me lo consentiva».
Perché lo ha fatto?
«Non avevo nulla da dire. E non ero costretto a parlare come qualche anno fa, quando avevo così bisogno di lavorare da permettere che mettessero in piazza tutte le difficoltà che ho incontrato nella mia vita».
Non c’entra Del Noce, allora.
«Quando sono stato assunto in Rai, ho fatto stampare un centinaio di magliette che ho distribuito a tutti i dirigenti. C’era scritto “Forza Pupo, abbasso i pupazzi, viva la tv senza raccomandazioni”. Per dire che nessuno ha mai scelto al posto mio. La Rai mi usa per sperimentare e a me piace».
Tra i quiz milionari, i tornei di poker su Sky Sport e il suo spettacolo teatrale Il grande croupier, che da febbraio andrà in tournée, insiste a parlare di gioco anche se ne è stato tanto danneggiato. Le viene spontaneo?
«In questo mestiere non c’è nulla di spontaneo. M’intendo di gioco, sono a mio agio quando ne parlo, e questo al pubblico piace perché risulto naturale. In sostanza la mia è una scelta di marketing».
Si aspettava l’exploit di Reazione a catena?
«Mi stupisce che sia seguito da tanti ragazzi. Non sono spettatori abituali di Raiuno. Invece li vedo a divertirsi in spiaggia con il gioco dell’intesa, quello dove un concorrente è di spalle e deve indovinare una parola in base alle definizioni inventate dai compagni di squadra».
Leggono anche il suo blog e lei risponde sempre a tutti.
«Ho una decina d’anni di troppo per avere un rapporto rilassato con internet, mi sento particolarmente fiero di gestire addirittura un blog».
Del Noce le ha proposto qualcos’altro per l’inverno?
«L’ultima volta che abbiamo parlato, quattro giorni fa, mi ha detto che forse a settembre non sarà più il direttore di Raiuno. Questo mi dispiace perché lo stimo molto, ha svolto bene il suo lavoro. Ad ogni modo, Reazione a catena tornerà in onda nei prossimi mesi. E il mio contratto con la Rai, che scade a dicembre, dovrebbe essere rinnovato».
In tutto questo continua a cantare. Sabato si esibirà in Slovenia.
«Mi crogiolo nell’illusione di rivedere prima o poi una mia canzone in classifica. Quasi tutti gli addetti ai lavori sono convinti che non ce la farò. Io scommetto di sì».