Pupo, Bersani, Mengoni e la «Tv dei senza»

La serata televisiva di martedì sembrava il Telethon del «senza». A Ballarò c’erano Claudio Scajola e Pierluigi Bersani senza i fischi del teatro Ariston. Però il segretario del Pd aveva sempre la solita faccia di chi ha già risolto tutte le beghe del Paese e guarda gli altri con un po’ di compassione. A Porta a porta c’era la Clerici senza vestiti da meringa, il Maestro Marco Sabiu senza l'orchestra, Pupo e il tenore Canonici senza Emanuele Filiberto che però era in collegamento da Parigi. Era corso in Francia perché aveva nostalgia della sua famiglia. Povero ragazzo, sempre costretto alla nostalgia per qualcosa. Prima era la patria...
E poi c’era Marco Mengoni, travestito da Arisa, a sua volta travestita da cartone animato giapponese, senza il suo mentore Morgan (l'ex Bluvertigo sostiene di aver scritto il brano con cui è arrivato terzo a Sanremo e i due ormai si parlano per avvocati). E poi c’era Gianmarco Mazzi senza la forza psichica di rifare un altro Festival e c’era il direttore Mauro Mazza senza la sensazione di ricevere un cavolfiore sulla nuca da qualche pasionario contestatore del teatro della Riviera. E c’era Malika Ayane senza un solo motivo per stare in collegamento (è timidissima e detesta parlare), fino a quando, finalmente, non l’hanno fatta cantare che è l'unico modo che concepisce. E c’era Valerio Scanu senza Maria (De Filippi). E tutti senza una generazione quando assieme (Antonella, Pupo, Scanu, Mengoni e Tony Aiello) si sono messi a cantare Quando, quando quando, con i giovinastri che prendevano le note e le modulavano tecno, Pupo che l’intonava “tradizionale”, la Clerici che si lasciava trascinare. Come per tutto il Festival. In compenso c’era Renato Mannheimer che aveva chiesto agli italiani cosa ne pensassero di Sanremo. Così oltre all’Auditel, al Televoto e alla giuria demoscopica, abbiamo aggiunto il suo sondaggio. A Matrix c’erano i «genitori senza figli» il regista Giovanni Veronesi non ne ha, l'attore Silvio Orlando neppure, ma Alessio Vinci insisteva nel sapere come si comportano con i loro, nelle vita vera. E c’erano gli attori comici senza simpatia alcuna: Luciana Littizzetto, Silvio Orlando, Max Tortora, e la giovane Chiara Passarelli. O erano tutti di pessimo umore perché ospiti di Mediaset, o avevano litigato durante le riprese, o avevano girato tutti divisi, si vedevano nello studio di Vinci per la prima volta e non sapevano cosa dirsi. Ah, e da Chiambretti c’era Chiambretti (ovvio e per fortuna) senza nemmeno un’amante-una di Tiger Wood. Che serata.