«Pure Marini sapeva E non era d’accordo»

«Prima del periodo cui venne effettuata la vendita del patrimonio del partito Ppi a favore della società Immobiliare Europa di Zandomeneghi ero segretario generale del Ppi-Gonfalone (...). Nella fase precedente il congresso, e mi riferisco alla vendita delle azioni delle società immobiliari collegate al Ppi ad opera del tesoriere precedente alla nostra gestione, Romano Baccarini, questi ha venduto le azioni senza alcun deliberato dell’organo collegiale (direzione nazionale) e nella fase in cui il partito celebrava il suo delicatissimo congresso di confluenza nella Margherita. La data della cessione delle azioni era immediatamente a ridosso della data del congresso e le Direzioni nazionali svoltesi in quel periodo non sono mai state interessate dalle dismissioni dell’intero patrimonio, nel senso che non erano a conoscenza delle operazioni che si stavano compiendo (...). Dopo il congresso del 2002 correva voce sul fatto che si stava per effettuare la vendita del patrimonio immobiliare del partito, ma non erano certi i contenuti e le modalità. Fino a quando non ho incontrato Alessandro Duce all’interno del cortile di piazza del Gesù. Mi diceva che il senatore Baccarini aveva già firmato per il trasferimento delle azioni mentre lui era in procinto di farlo. Ho notificato oralmente che il Ppi era contrario a tale iniziativa (...). Effettivamente, con Gilli, incontrammo Duce in ufficio e gli notificammo oralmente la contrarietà del partito a perfezionare l’atto. Appena preso cognizione della cessione delle azioni e del danno che stava per essere arrecato al partito, io e Gilli abbiamo informato tempestivamente l’allora segretazio nazionale del Ppi-Gonfalone, Pierluigi Castagnetti, e l’onorevole Franco Marini (...). Castagnetti ci ha esortato a promuovere le azioni legale necessarie a tutelare il patrimonio (...) Per quanto attiene la tempistica dell’istanza di fallimento escludo categoricamente che questa sia stata in qualche modo segnalata all’autorità giudiziaria per una sollecita trattazione (...). Conosco il giudice delegato al fallimento dell’Immobiliare Europea perché durante l’attività politica all’università, lo conobbi attraverso le tante attività ed assemblee studentesche, così come conobbi futuri giornalisti televisivi e altre persone. Ricordo che in quelle circostanze ho conosciuto anche Natalia Ligas, che risultò poi militare e appartenere alle Br. Ad eccezione di qualche giornalista, non ho più avuto modo di risentire nessuno».