Pure per quel che resta dei santi esistono una serie A e una serie B

Conscia dell'importanza della pietà popolare e del bisogno dei simboli di fede, ma preoccupata per i rischi di idolatria e superstizione, la Chiesa cattolica autorizza il culto delle reliquie regolamentando nei dettagli questa pratica che è presente anche in altre religioni, come il buddismo (in otto santuari si venerano le ceneri del Buddha) e l'islamismo (si venerano i peli della barba e i capelli di Maometto, oltre ad oggetti a lui appartenuti). La reliquia, che una volta riconosciuta come autentica può essere venerata, esposta e trasportata in processione, può dunque essere di prima, seconda o terza classe. Reliquie di prima classe sono gli oggetti direttamente associati ad eventi della vita di Cristo (parti della croce, chiodi della crocifissione, frammenti della mangiatoia) o resti sacri di santi. Possono essere ex ossibus (dalle ossa), ex carne (dalla carne), ex corpore (dal corpo), ex praecordis (dallo stomaco e dall'intestino), ex piliis (dai peli, solitamente capelli, barba o baffi), ex cineribus (dalle ceneri, nel caso il santo sia stato bruciato), ex tela imbuta sanguine (da stoffa imbevuta di sangue), ex tela imbuta cineribus (da stoffa cosparsa di ceneri), ex lignum Crucis D.N.J.C (dal legno della croce di nostro Signore Gesù Cristo). Spesso sono venerate reliquie collegate a caratteristiche del santo, come la lingua di Antonio da Padova, gran predicatore, o l'indice della mano destra di San Giovanni Battista, con il quale avrebbe ammonito re Erode, accusandolo. Il sangue di papa Wojtyla che esposto alla venerazione dei fedeli il giorno della beatificazione è una reliquia di prima classe.