Purghe in Atm Doppia morale della sinistra

Lo strumento scelto da Giu­liano Pisapia ha i toni felpati del­le
pandette da luguleio, la facol­tà del sindaco di revocare nomi­ne di
tipo fiduciario nei primi 180 giorni. Ma la denuncia è di uno « spoil
system selvaggio»

Lo strumento scelto da Giu­liano Pisapia ha i toni felpati del­le pandette da luguleio, la facol­tà del sindaco di revocare nomi­ne di tipo fiduciario nei primi 180 giorni. Ma la denuncia è di uno « spoil system selvaggio». Lui giura di voler guardare solo alle competenze e non alle tessere di partito. E, guarda caso, licenzia l’intero cda di Atm ed Elio Cata­nia, un manager non certo di sini­stra. Ma anche il presidente di Milano ristorazione Roberto P­re­dolin da sempre in quota An e 31 dirigenti comunali su 32 scelti da Letizia Moratti.  

Poi, guarda caso, gli addetti alla comunicazione che più erano a contatto con la Moratti. In bilico anche Giorgio Squinzi al Museo della Scienza e Luigi Predeval della Sogemi che hanno rimesso il mandato. Un gesto che Pisapia vorrebbe seguito dai manager di tutte le partecipate. Per chi non lo fa, scatta la purga. Purgato Catania, il presidente dell’unica azienda di trasporti pubblici con i conti in attivo. Anzi, di una società che solo nel 2009-2010 ha staccato al Comune dividendi per 115 milioni di euro. Catania fa notare che «nonostante lo abbia più volte sollecitato, non ho mai potuto incontrare il sindaco Pisapia per illustrare le mie idee e le mie proposte. Segno che non c’era alcuna volontà di dialogo, ma solo una decisione presa a priori». Ma Pisapia lavora per i suoi. A Palazzo Marino arriva il commissario politico Gianni Confalonieri, stratega della campagna elettorale e un passato da senatore per Rifondazione comunista. Per lui, che per solo per caso ha in tasca la tessera di Sel proprio come Pisapia, un lauto stipendio da 120mila euro. Le sue competenze? Nella scheda del senato alla voce «professione» si legge «dirigente di partito, amministratore locale, consulente». Alla faccia della competenza e del «vento nuovo». Ma in Comune arrivano anche il responsabile della sua comunicazione Maurizio Baruffi come capo di gabinetto (140mila euro) e l’esperto economico del suo programma Davide Corritore, direttore generale per euro 210mila. Ad aver competenze, sarà un caso, è tutta gente di sinistra. Mentre a destra non ci sono competenze, ma solo tessere di partito. Tanto i dipietristi dell’Idv, pur suoi alleati, gli mandano una lettera. «Caro Pisapia, non era questo che ci aspettavamo da lei». Perché lo spoil selvaggio magari si può anche fare, basta avere il coraggio di dirlo.