Putin: dobbiamo armarci come il «lupo» Usa

Grazie a gas e petrolio Mosca ha grandi ricchezze che ora userà per la Difesa

Marcello Foa

La Russia è ricca, sempre più ricca. Ha accumulato riserve per quasi 300 miliardi di dollari in otto anni, grazie, ovviamente, ai petrodollari. E ora sappiamo come userà gran parte del suo tesoro: «Nella corsa agli armamenti». Parola di Vladimir Putin, che ieri, di fronte ai due rami del Parlamento riuniti in sessione congiunta, ha pronunciato l’attesissimo discorso sullo stato della Federazione. Tutti si aspettavano che rispondesse al vicepresidente Usa Cheney, che nei giorni scorsi aveva accusato la Russia di avere poco rispetto per le democrazia e di ricattare i Paesi vicini con i rifornimenti energetici, ma il capo del Cremlino ha evitato la polemica diretta. Anzi, con toni sarcastici, ha riconosciuto che gli Usa sono riusciti «a fare un buon lavoro sul piano militare, avendo trasformato la propria casa in una fortezza». E che lui intende «imitare il compagno lupo americano» visto che le «spese militari Usa sono 25 volte superiori a quelle russe».
Anche la Russia, ha promesso, «avrà presto una casa solida e affidabile»; come ai bei tempi, quando l’Urss era una superpotenza. Il messaggio è chiaro e reiterato: «Abbiamo bisogno di nuove armi per mantenere quella che è una delle più importanti garanzie di un mondo moderno: l’equilibrio delle forze strategiche». E allora via ai nuovi investimenti. Mosca terminerà quest’anno la costruzione del suo primo sottomarino nucleare dal crollo dell’Urss nel 1991 e darà avvio a quelli che Putin ha definito «nuovi progetti». Uno in particolare un superarmamento, segretissimo, «di grande precisione», indispensabile per ritrovare la grandeur perduta.
E ancora: la ricca Russia può permettersi di ridurre drasticamente l’attuale impopolarissima leva, tasformando l’esercito, che nel 2008 per due terzi sarà composto da militari professionisti. E si appresta ad ammodernare l’esercito affinché «possa essere impegnato simultaneamente in un conflitto globale e in uno regionale e se c’è la necessità anche in parecchie guerre locali». Washington è avvertita. «Il compagno lupo - ha ironizzato Putin riesumando un aneddoto sovietico - mangia e non ascolta nessuno. Quando ci sono in gioco i suoi interessi, finisce l’entusiasmo sulla necessità di difendere i diritti umani e la democrazia, e tutto diventa possibile. Il compagno lupo non ha freni».
Un Bush ipocrita, insomma, che ora non deve compiere passi falsi in Iran. «Anche Mosca è contraria all’atomica di Teheran, ma l’attacco è un errore, perché l'uso della forza raramente porta al risultato sperato e spesso le conseguenze sono peggiori della minaccia originaria», ha affermato il capo del Cremlino, con chiara allusione alla situazione irachena. Putin è stato interrotto per 47 volte dagli applausi.
Nella sua allocuzione, trasmessa in diretta televisiva, il presidente, oltre a mostrare i muscoli, ha promesso al Paese più benessere. Ancora una volta il riferimento è all'Urss. «Non dobbiamo compiere lo stesso errore commesso dall’Unione sovietica, che privilegiò la crescita militare a scapito di quella economica e sociale». I petrodollari ora consentono l’una e l’altra. «Il problema più grave della Russia moderna è il calo demografico», ha riconosciuto. Ogni anno la popolazione del Paese, attualmente di 143 milioni di abitanti, scende di 700mila abitanti. Il governo ha promesso assegni da 3mila rubli mensili (circa 90 euro) per incoraggiare le famiglie ad avere un secondo figlio e massicci investimenti statali nel campo sociale nella speranza di alzare il tenore di vita della maggior parte della popolazione, che continua a vivere in condizioni di povertà e degrado.
Patria, esercito e giustizia sociale: è il manifesto di un Putin spavaldo che annuncia la liberalizzazione del rublo a partire dal prossimo luglio e l’intenzione di creare a Mosca una borsa del greggio e del gas. «La nostra moneta - ha spiegato - dovrebbe diventare uno strumento universale per le transazioni internazionali ed espandere la sua sfera di influenza». Le sue parole sono state accolte positivamente dagli analisti finanziari. Con il greggio oltre i 70 dollari anche quella russa può diventare una valuta di riferimento. Su il rublo, giù il dollaro: il mondo alla rovescia.