Putin e Medvedev, la coppia inizia a scoppiare

Chi comanda davvero in Russia? Fino a poche settimane fa la risposta era ovvia: il presidente è Medvedev, ma il capo è Putin, sebbene nelle vesti di semplice primo ministro. Una coppia collauditissima, indistruttibile, dicevano gli esperti di vicende russe; perché i due sono legati da un’amicizia fraterna e soprattutto perché il giovane capo del Cremlino non ha carisma, né potere politico, contrariamente al suo mentore che controlla il Kgb e gran parte della nomenklatura del Paese.
Ma ora l’idillio sembra essersi incrinato e Medvedev osa, o almeno dà l’impressione, di rivendicare l’inimmaginabile: un ruolo da vero capo dello Stato. Il cambiamento di tono è innegabile. Per mesi ha reso omaggio a Putin, evidenziando, in ogni dichiarazione pubblica, che tutte le decisioni erano prese d’accordo con lui. Il 30 dicembre, però, durante la consueta intervista televisiva di fine anno, se n’è uscito con una frase perentoria: «La responsabilità finale per quel che accade nel Paese e per gli importanti provvedimenti presi, ricade esclusivamente sulle mie spalle e non la condivido con nessun altro».
Qualcuno ha pensato a un gioco delle parti; ipotesi che resta plausibile, tanto più che poco dopo, durante le feste, Dmitri e Vladimir si sono fatti fotografare mentre sciavano insieme.
Ma domenica Medvedev ha sorpreso tutti, lanciando, in appena 24 ore, ben due siluri, dapprima biasimando il governo «per aver applicato solo il 30% delle misure anti crisi: ha agito più lentamente del previsto e, soprattutto, più lentamente di quanto richieda la crisi economica». Non ha citato Putin, ma è evidente che la critica era rivolta proprio a lui. Poi, poco dopo la firma dell’intesa con la Ue e l’Ucraina per risolvere la crisi del gas, è intervenuto personalmente mandando all’aria tutto, sebbene solo per qualche ora, ovvero il tempo di costringere gli ucraini a ritirare le loro ultime impreviste pretese. E chi aveva firmato l’accordo? Putin, naturalmente; che ha dovuto incassare il colpo davanti al mondo e, soprattutto, davanti ai russi, che in piena crisi iniziano a sospettare che il Cremlino sia guidato da un vero leader, anziché da un prestanome.
Cosa accadrà ora? Gli esperti sono divisi, qualcuno sostiene che alla fine nulla cambierà, altri invece pensano che Medvedev stia davvero tentando di prendere il sopravvento, approfittando delle difficoltà degli oligarchi russi, molti dei quali sono sull’orlo del fallimento, e dunque della destabilizzazione delle correnti dominanti.
E c’è chi evoca il fattore «S». Sì, S come Svetlana, sua moglie, che viene descritta come una donna intelligente, caparbia, ambiziosa. Molto ambiziosa. Dietro l’inattesa svolta di Dmitri potrebbe esserci lei.
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