Putin rimuove il procuratore anticorruzione

da Mosca

Il presidente Vladimir Putin ha inviato una lettera al Consiglio della Federazione, il Senato russo, per sollevare dai poteri il Procuratore generale russo Vladimir Ustinov prima della scadenza del suo mandato. Lo riferisce l’agenzia di stampa Interfax citando l’ufficio stampa del Cremlino. La mossa - subito valutata in modo diverso dagli osservatori moscoviti - porta avanti l’ampia «pulizia» amministrativa e nella giustizia avviata dal capo dello Stato con una serie di licenziamenti illustri. Da parte sua il procuratore avanza «ragioni personali»: giovedì aveva presentato le dimissioni all’Assemblea, che ieri le ha accettate con 140 voti a favore e due astenuti.
Già nei giorni scorsi era stato licenziato Fomenko, vice capo dell’Fsb al Dipartimento della sicurezza economica contro il contrabbando e il narcotraffico. Congedato anche il generale Plotnikov, vice capo dell’Fsb al Dipartimento investigativo per la protezione dell’Ordine costituzionale e terrorismo. Mentre fonti dei servizi di intelligence parlano di almeno 20 indagini a carico di alti funzionari di dogana e ministeriali.
Quanto alle reali cause dell’uscita di Ustinov, le opinioni divergono: licenziamento esemplare nell’ambito della «insufficiente» lotta alla corruzione denunciata da Putin, o allontanamento da un posto chiave di un sopravvissuto eccellente dell’epoca Eltsin.
Putin aveva sottolineato nel suo discorso alla Nazione che il dossier «corruzione» scottava e che era tempo di passare «dalle parole ai fatti». Il ministro dell’Interno Rashid Nurgaliyev aveva inoltre dato il benservito a numerosi alti funzionari del suo dicastero.