Putin si riprende Mosca: la capitale va al fedele Sobyanin

Per annunciare il nome del nuovo sindaco di Mosca, Dmitri Medvedev non ha firmato una bolla con il sigillo del Cremlino. Ha semplicemente scritto un messaggio su Twitter, il social network che frequenta con passione. «Sergei Sobyanin è un manager esperto e ha tutte le qualità che servono per essere il primo cittadino della nostra capitale», ha detto il presidente russo. Sarà lui a sostituite Yuri Luzhkov, l’amministratore caduto in disgrazia il mese scorso, dopo 18 anni alla guida della città.
Il nome di Sobyanin, 52 anni, nato nelle terre lontane dello Yugra, è stato per giorni in cima all’elenco dei favoriti. Tuttavia, non si può dire che si tratti di una nomina popolare. Sobyanin è un fedele alleato di Medvedev e del suo potente premier, Vladimir Putin. È stato governatore del Tyumen, una provincia siberiana famosa per le risorse minerarie, ma si è ritirato da tempo nelle stanze del Cremlino, dove dirige l’ufficio del presidente. Per cominciare il nuovo lavoro aspetta soltanto il via libera del Consiglio cittadino di Mosca, poco più di una formalità dopo la benedizione informatica di Medvedev.
Secondo l’agenzia di stampa Itar-Tass, Sobyanin ha ricevuto l’incarico venerdì sera, durante una riunione informale con Medvedev. «Il nuovo sindaco si deve concentrare sui problemi sociali – ha detto il presidente – A Mosca ci sono molte possibilità per fare business, ma non tutti i progetti vanno a buon fine. Le ragioni sono tante e una di queste è la corruzione». Sobyanin ha ringraziato per la fiducia e ha promesso che manterrà gli impegni.
La nomina via Twitter non segue l’ortodossa tradizione del potere russo e lo stesso si può dire per il metodo con il quale è stato licenziato il suo predecessore. Luzhkov era considerato il vero padrone di Mosca: ha preso il controllo della capitale dopo la fine del comunismo e l’ha mantenuto sino al mese scorso, quando è stato travolto da uno scandalo più mediatico che politico. Tutto è cominciato quando una televisione pubblica, Ntv, ha trasmesso un documentario sugli affari poco puliti del primo cittadino e su quelli della moglie Elena, la donna più ricca del paese. La popolarità del sindaco è crollata rapidamente e Medvedev non ha potuto fare altro che licenziarlo. «La fiducia è finita», ha scritto il presidente nel suo ultimo telegramma a Luzhkov.
Il documentario di Ntv è arrivato nel bel mezzo di uno scontro tra il sindaco di Mosca e il Cremlino sulla costruzione di alcune opere pubbliche, come l’autostrada che collegherà la capitale a San Pietroburgo. Per analisti, la scelta dell’emittente non è stata casuale.
La nomina di Sobyanin ha grande importanza per il Cremlino dal punto di vista politico. Nei 18 anni al potere, Luzhkov ha trasformato Mosca in una guarnigione amministrativa in grado di resistere alle pressioni del Cremlino ed è riuscito a imporre più volte il proprio punto di vista anche su questioni di carattere nazionale: è stato un forte sostenitore della guerra contro la Georgia per il controllo di Abkhazia e Ossezia meridionale, province del Caucaso che hanno ricevuto investimenti dalle imprese della sua famiglia. Il suo profilo non era adatto alla modernizzazione, il processo di riforme economiche che Putin e Medvedev intendono portare a termine nei prossimi otto anni. Da questo punto di vista, Sobanynin offre molte più garanzie: sarà meno popolare e meno carismatico di Luzhkov, ma è pronto a riportare Mosca nell’orbita del Cremlino a poco più di un anno dalle presidenziali.