Putin Sul reato di tradimento è scontro con gli attivisti per i diritti umani

Polemica degli attivisti per i diritti umani in Russia contro un disegno di legge sostenuto dal governo che permetterebbe di etichettare come «traditore» chiunque avanzi critiche nei confronti dell’esecutivo. La bozza estenderebbe la definizione del reato di tradimento che secondo il codice russo è punibile fino a 20 anni di carcere. Fino a ora l’illecito riguardava solamente violazioni della sicurezza esterna del Paese, danni all’ordine costituzionale, all’integrità del territorio o della sovranità della Federazione. La nuova legge amplia il reato anche a violazioni della sicurezza interna. Durissima la reazione dei gruppi per la tutela dei diritti umani: questo provvedimento «fa tornare la giustizia russa ai tempi compresi fra il 1920 al 1950», hanno dichiarato in un comunicato congiunto la leader del Gruppo di Helsinki, Lyudmila Alexeyeva, e Svetlana Gannushkina, a capo di Assistenza civica. Gli attivisti sollecitano inoltre i deputati della Duma a respingere questa «legge nello spirito di Stalin e Hitler».