Pyongyang, continua la sfida: terzo lancio di missili

Terzo lancio di missili, ripresa l'attività di lavorazione del plutonio. Minacce a Seul: "L'armistizio del '53 non ha più valore, risponderemo con le armi alle intimidazioni"

Pyongyang - La terza sfida in poche ore. La Corea del Nord ha effettuato oggi un nuovo lancio di missile, all'indomani del lancio di altri due missili a corto raggio. Lo ha riferito l'agenzia sudcoreana Yonhap. Anche in questo caso, come nei due precedenti, si è trattato di un missile a corto raggio, lanciato dalla costa orientale verso il Mar Giallo, ha riferito la Yonhap citando una fonte non identificata del governo di Pyongyang. "Le autorità dei servizi di informazioni sono al lavoro per seguire da vicino la situazione" ha sottolineato la fonte secondo l'agenzia sudcoreana.

Ripresa attività nucleare E il regime di Pyongyang avrebbe ripreso anche le attività al suo impianto nucleare di Yongbyon. Lo riferisce il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, secondo cui da una relazione dei satelliti spia americani emerge che sono stati rilevati segni di vapore generati dalla struttura di lavorazione del plutonio distante 80 chilometri da Pyongyang. Il documento, citato da un anonimo funzionario del governo di Seul, segue l'esperimento atomico sotterraneo, il secondo della sua storia, effettuato lunedì dal Paese comunista. La Corea del Nord aveva detto in precedenza di aver riavviato le operazioni di ritrattamento del combustibile atomico esaurito a Yongbyon, come protesta verso la condanna dell'Onu per il lancio del missile-satellite effettuato il 5 aprile scorso, ma non era ancora chiaro se Pyongyang avesse effettivamente ripreso le attività.

Minaccia a Seul La Corea del Nord dice di non sertirsi più legata all'armistizio del 1953, quello siglato a chiusura della guerra di Corea, e minaccia di rispondere militarmente all'indomani della decisione di Seul di aderire alla Proliferation Security Initiative (Psi). Lo riferisce l'agenzia ufficiale del regime, la Kcna. I militari della Corea del Nord, come era prevedibile, hanno deciso di replicare, all'indomani, all'adesione di Seul all'iniziativa a guida Usa lanciata nel 2003 dall'amministrazione di Bush, che ha lo scopo di interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. Pyongyang, infatti, aveva fatto sapere nelle scorse settimane che avrebbe considerato come "una dichiarazione di guerra" la scelta di associarsi all'iniziativa statunitense per intercettare, ad esempio, navi sospettate di trasportare armi. Il regime comunista, in una nota, spiega che risponderà "immediatamente e con forti misure militari" qualora il Sud decida di fermare e ispezionare qualsiasi nave nordcoreana. Pyongyang, inoltre, non si ritiene più vincolata dall'armistizio che ha chiuso la guerra di Corea, come atto di protesta verso il Sud.