Pyongyang: resta l’esercito al confine

da Seul

Nonostante i successi diplomatici registrati ultimamente in nome della pace nella penisola coreana, il Nord non ritiene ancora giunto il momento di rimuovere l’ingente apparato bellico dislocato in prossimità della frontiera con il Sud. Lo ha detto ieri a Seul il ministro della Difesa Kim Jangsoo, citando un’opinione espressa in proposito dal leader nordcoreano Kim Jong Il durante il recente vertice di Pyongyang con il presidente sudcoreano Roh Moohyun.
Il presidente Kim, ha precisato il ministro, ha detto di ritenere «prematura» una proposta di Roh per rimuovere le truppe e gli armamenti dislocati lungo la fascia smilitarizzata che divide la penisola dal luglio 1953.
Tra i particolari del vertice che emergono a Seul, di particolare interesse sono anche alcune indicazioni fornite dal ministro delle Finanze, Kwon Okyu, circa la possibilità di progetti congiunti per esplorazioni petrolifere al Nord.
Il leader nordcoreano Kim Jong Il ha declinato un invito a visitare a breve scadenza la Corea del Sud, dove invierà invece il suo «numero due», il presidente dell’Assemblea del popolo Kim Yongnam. Lo hanno indicato ieri a Seul fonti vicine al presidente Roh Moohyun, tornato giovedì notte da Pyongyang dopo il vertice di tre giorni. Le fonti hanno detto che per ricambiare la visita il leader nordcoreano intende «aspettare il momento opportuno», sul quale però non ha fornito precisazioni.
In base alle intese raggiunte durante il vertice, il mese prossimo si svolgerà a Seul un incontro fra i rispettivi premier, e un altro a Pyongyang fra i ministri della Difesa, incaricati di definire la «zona speciale di pace» proclamata lungo le coste occidentali della penisola.