Al Qaida: abbiamo rapito quattro russi e due marine

da Bagdad

Al Qaida si rifà viva in Irak rivendicando su Internet ben due rapimenti: quello di due soldati Usa - scomparsi venerdì scorso dopo un attacco a un check point a Yusufya, a sud della capitale irachena, nel quale è stato ucciso un altro militare - e quello di quattro diplomatici russi, avvenuto a Bagdad il 3 giugno, quando ne è stato assassinato un quinto.
«Il tribunale del Consiglio consultivo dei Mujahiddin - afferma il gruppo legato ad Al Qaida che ha diffuso il messaggio riguardante i diplomatici russi - ha deciso di dare al governo russo una proroga di 48 ore perché attui quanto segue: il ritiro immediato dalla Cecenia e la liberazione di tutti i nostri fratelli detenuti nelle prigioni russe». «Il governo russo sarà responsabile delle conseguenze», mette in guardia il l’organizzazione terroristica, senza dirlo ma lasciando capire che la vita dei quattro è a rischio. Nel messaggio si anticipano anche eventuali reazioni in favore dei rapiti: «Sappiamo già che riceveremo appelli per la loro liberazione, con il pretesto che la Russia ha avuto una posizione chiara di rifiuto della guerra contro l’Irak». Il Consiglio dei Mujahiddin, però, ha già pronta una risposta a queste sollecitazioni: «Noi combattiamo i nemici di Allah per far regnare la sua legge sulla terra», e in aggiunta «nessuno ignora gli assassinii, le azioni per allontanare i popoli dalle loro terre, i crimini e le violazioni commesse dal governo russo contro i nostri in Cecenia e in Afghanistan». Segue inoltre l’accusa a Mosca di aver «inviato i suoi diplomatici in Irak per sostenere i progetti dei crociati, diretti dagli americani, allo scopo di dare un appoggio internazionale e una legittimità all’inconsistente governo iracheno».
Il governo russo, che ha creato una cellula di crisi per seguire la vicenda ha comunicato di «non avere alcuna informazione al riguardo», ricordando le identità dei rapiti e del morto: quest’ultimo era il guardiano dell’ambasciata a Bagdad, Vitali Titov. Gli altri quattro sono Fiodor Zaitsev, Rinat Agliuline, Anatoli Smirnov e Oleg Fedosseiev.
A proposito dei due soldati americani - Thomas Lowell Tucker, 25 anni, di Madras, Oregon, e Kristian Menchaca, 23, di Houston, Texas - la rivendicazione, rivolta ai simpatizzanti, è molto scarna: «I vostri fratelli dell’ala militare del Consiglio consultivo dei Mujahiddin hanno sequestrato due soldati americani vicino a Yusufya. Vi daremo maggiori dettagli sull’incidente nei prossimi giorni». A questa rivendicazione il Pentagono non attribuisce «molta credibilità», perché «non c’è alcuna indicazione che sia autentica».
Intanto il quotidiano bollettino di sangue registra un’altra raffica di attentati. Ieri le vittime sono state oltre venti e gli attacchi più gravi sono stati a Bagdad dove sette persone sono state uccise e 16 ferite.