Al Qaida cerca seguaci in Germania e lancia un bollettino-web in tedesco

Nel Paese il numero più alto di islamici dell’Europa continentale

Salvo Mazzolini

da Berlino

A cinque anni dall'11 settembre, si sa ancora molto poco su Al Qaida. Quale sia la sua struttura, dove si trovi esattamente il suo quartiere generale, come comunichi con i movimenti fiacheggiatori, quali le fonti di finanziamento. Ma nonostante il mistero che la circonda, Al Qaida fa sentire sempre di più la sua voce. Un fantasma inafferrabile, invisibile, che afferma la sua presenza non solo attraverso gli attentati e i proclami di Bin Laden ma anche attraverso un uso massiccio di Internet. Sono migliaia i siti riconducibili ai movimenti dei fondamentalisti islamici direttamente o indirettamente legati ad Al Qaida. La maggior parte sono in arabo ma molti in inglese, la lingua del pianeta. Da alcune settimane c'è anche un sito in tedesco.
Una novità che allarma i servizi di Berlino perché lascia pensare che il terrorismo islamico consideri la Germania un terreno fertile di azione e per il reclutamento di simpatizzanti. Accedere al nuovo sito aperto dai discepoli di Bin Laden è semplice. Basta collegarsi con Google e poi digitare «Globale islamische Medienfront». È un sito in inglese che esiste da anni e che ora ha anche una pagina in tedesco che è un vero e proprio bollettino sulle attività di Al Qaida soprattutto in Irak ma anche in altri Paesi del Medio Oriente: comunicati, descrizione degli attentati, elenco delle perdite subite o inflitte nella lotta con «le forze di occupazione».
Se poi uno ha l'attrezzatura necessaria, c'è anche un video, con commento in tedesco, su al Zarkawi, il luogotenente di Bin Laden in Irak ucciso in un bombardamento americano. Gli esperti del Bundesnachrichtendienst, i servizi di spionaggio tedeschi, non hanno dubbi sul fatto che «Globale islamische Medienfront» sia un'espressione di Al Qaida. Una convinzione che si basa anche sul linguaggio del sito, un linguaggio attento ad evitare espressioni suscettibili di provocare la chiusura del sito per incompatibilità con le norme che regolano la comunicazione in rete. Quindi niente espressioni di incitamento all'odio, nessuna esaltazione esplicita della violenza o della guerra santa. L'obbiettivo principale del sito, secondo gli esperti tedeschi, sarebbe quello di dare l'impressione che Al Qaida è un'organizzazione forte, attiva e vincente.
Ma il fatto più preoccupante è che i responsabili del sito abbiano scelto il tedesco come terza lingua di comunicazione (dopo l'arabo e l'inglese). Secondo Guido Steinberg, esperto di terrorismo islamico, la scelta del tedesco è dovuta al fatto che in Germania vive la comunità musulmana più numerosa dell'Europa continentale. Comprensibile quindi che Al Qaida guardi alla Germania come il Paese ideale per creare nuove cellule. Del resto già in passato la Germania fu scelta come base per azioni terroristiche. Mohammed Atta, il capo del commando dell'11 settembre, e gran parte dei suoi complici hanno abitato a lungo ad Amburgo prima di trasferirsi in America. E a Kiel e a Colonia abitavano i due libanesi che il 31 luglio tentarono di provocare sui treni tedeschi una strage paragonabile a quella della metropolitana di Londra del luglio 2005 (la strage non ci fu solo per un difetto dell'ordigno esplosivo).