Al Qaida colpisce in Tunisia Rapiti due turisti austriaci

Al Qaida colpisce in Tunisia: due turisti austriaci, partiti per una vacanza in fuoristrada nel deserto sono stati rapiti nei giorni scorsi. «Avvisiamo i turisti occidentali... che la mano dei mujaheddin può raggiungerli ovunque sul territorio tunisino. Uno Stato apostata, che non è in grado di proteggerli». La minaccia fa parte di un messaggio audio di rivendicazione del sequestro letto da Salah Abu Mohammad, portavoce di Al Qaida nella terra del Maghreb islamico. Una costola della rete fondata da Osama Bin Laden, guidata da un nocciolo duro di algerini, che si sta espandendo in tutto il Nord Africa. La rivendicazione è stata trasmessa dalla televisione Al Jazeera, il canale satellitare preferito dai terroristi.
I due sequestrati sono l’infermiera Andrea Kloiber di 43 anni e l’esperto del Nord Africa, Wolfgang Ebner, di 51 anni. Entrambi vivono a Salisburgo ed Ebner amava i viaggi nel deserto, dove si recava almeno una volta all’anno. La coppia è partita a bordo di un fuoristrada con targa austriaca agli inizi di febbraio. Il 9 i due si sono imbarcati su un traghetto a Genova diretto in Tunisia. Il 18 febbraio hanno telefonato l’ultima volta da Tataouine, nella parte meridionale della Tunisia. Il 29 febbraio avevano fissato il rientro in traghetto, ma non si sono presentati all’imbarco. I familiari hanno lanciato l’allarme con un appello su internet.
Il governo austriaco li considerava dispersi e le autorità tunisine li cercavano ormai da giorni. Il timore è che non si trovino più in Tunisia o che siano stati rapiti in un paese limitrofo. La coppia stava attraversando il Sahara per superare i confini tunisini. I rapitori potrebbero averli portati o presi in ostaggio nella vicina Libia, oppure nel sud dell’Algeria. Il portavoce di Al Qaida nel Maghreb ha attaccato «quanti arrivano in Tunisia per il piacere, mentre i palestinesi sono sterminati dagli ebrei con il consenso dei paesi occidentali». L’obiettivo, dunque, sono i turisti, come i tanti italiani che scelgono di passare le vacanze in Tunisia. Secondo Abu Mohammad i rapiti «godono di buona salute e sono trattati secondo la sharia», la legge islamica. Nel messaggio si annuncia che «le condizioni per il loro rilascio saranno rese note prossimamente». Potrebbero riguardare i 17 tunisini condannati il 27 febbraio a un massimo di 12 anni di galera, perché sospettati di avere contatti con l’Al Qaida del Maghreb.
La costola del terrore in Nord Africa è nata l’11 settembre 2006 con un annuncio di Ayman Al Zawahiri, il braccio destro di Osama. In pratica il nocciolo duro del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, che da anni insanguinava l’Algeria, si è arruolato in Al Qaida. In Tunisia i terroristi legati a Bin Laden avevano colpito la sinagoga di Djerba nel 2002, uccidendo 19 persone, compresi 14 turisti tedeschi. Poi sembravano spariti fino agli inizi dello scorso anno, quando un manipolo di fondamentalisti si è spostato dall’Algeria alla Tunisia mettendo in piedi un campo d’addestramento.
Li guidava Lassad Sassi, 36 anni, ex poliziotto tunisino, che aveva fondato una cellula del terrore a Milano fino al maggio del 2001, quando è riuscito a scappare in Algeria. I corpi speciali tunisini sono poi riusciti a colpire la cellula fondamentalista uccidendo Sassi. Pensavano di averli sgominati, anche se i terroristi erano pronti a farsi vivi di nuovo. Oltre ai nomi di diversi diplomatici avevano già a disposizione le mappe satellitari con i dettagli delle ambasciate americana e inglese a Tunisi.