Al Qaida ha un nuovo capo «Sia benedetto da Allah»

L’autopsia conferma: Zarqawi è morto per le ferite delle bombe dopo 52 minuti di agonia e non ha subìto percosse

Fausto Biloslavo

Il numero uno del terrorismo in Irak è rimasto vivo per quasi un’ora, dopo il raid aereo americano sul suo covo. Secondo i risultati dell’autopsia, il cadavere non presenta ferite da percosse o arma da fuoco, mentre diversi testimoni continuano a sostenere che Abu Musab Al Zarqawi sia stato picchiato dai soldati americani per strappargli informazioni. Inoltre, ieri, è stato nominato il successore di Al Zarqawi, probabilmente un personaggio noto della guerra santa internazionale, che utilizza un nome di battaglia sconosciuto: Abu Hamza al Muhajir.
Il capo di Al Qaida in Irak è morto alle 19.04, ora locale, del 7 giugno, dopo 52 minuti di agonia. La prima bomba degli F16 americani che gli davano la caccia ha colpito l’obiettivo alle 18.12. L’onda d’urto dell’ordigno gli ha provocato emorragie e lacerazioni interne concentrate sui polmoni. Inoltre il corpo presentava ferite al volto e al capo, oltre che la frattura della gamba destra.
Le truppe statunitensi sono arrivate sulle macerie del covo 28 minuti dopo il bombardamento e hanno trovato Zarqawi ancora vivo, anche se «perdeva conoscenza a più riprese», ha spiegato ieri il colonnello Steve Jones, ufficiale della sanità militare Usa.
Un medico aggregato alle truppe ha cercato di intubarlo per ventilarlo, «ma il battito cardiaco era tale da far capire che non sarebbe sopravvissuto». L’ufficiale medico ha spiegato che «i polmoni hanno progressivamente perso la loro capacità di ossigenare il sangue» provocando la morte del terrorista. Jones ha negato maltrattamenti al terrorista. il suo corpo non mostra «segni di violenze né di ferite d'arma da fuoco», secondo il colonnello.
La novità, però, è che Zarqawi sia rimasto vivo nelle mani degli americani non pochi istanti, come sembrava in un primo momento, ma ben 24 minuti. Inoltre, prima delle truppe Usa, sarebbero stranamente giunti sul posto le teste di cuoio irachene che, stando ad alcuni testimoni, avrebbero addirittura caricato Al Zarqawi su un’ambulanza. Poco dopo sono arrivati gli americani, che lo hanno fatto uscire dal mezzo di soccorso cercando di dargli da bere acqua. Secondo la testimonianza di un civile iracheno, accorso sul posto e mandata in onda ieri dalla tv satellitare Al Jazeera, i soldati Usa «hanno picchiato Zarqawi sul petto e sulla schiena per farlo parlare e dopo un'ora è morto».
Nel covo sono stati trovati i resti di altre cinque persone, fra cui una bambina fra i 5 e i 7 anni. Ieri su un sito internet vicino ai terroristi è apparso l’annuncio della nomina del nuovo capo del terrore. «Il Consiglio della Shura di Al Qaida in Irak ha deciso all'unanimità che sheikh Abu Hamza al Muhajir prenda il posto di sheikh Abu Musab al Zarqawi», si legge nel comunicato. «Lo sceicco Abu Hamza è un fratello devoto con un'esperienza nella guerra santa e una solida preparazione religiosa. Chiediamo ad Allah ­ recita il comunicato - di benedirlo e di aiutarlo a portare a termine ciò che lo sceicco Abu Musab aveva iniziato». Per il momento non si sa nulla della vera identità del nuovo capo, a parte il fatto che il nome di battaglia scelto significa «migrante» e quindi fa pensare che non si tratti di un iracheno.
In Giordania, terra d’origine di al Zarqawi, quattro parlamentari del Fronte islamico d’azione, che avevano portato le condoglianze alla famiglia del terrorista definendolo un «martire», sono stati arrestati e verranno processati da un tribunale speciale.