Al Qaida ha un piano in sei fasi per la conquista del mondo

Alberto Pasolini Zanelli

da Washington

L’appuntamento è per il 2020 e non è apocalittico solo perché dovrebbe essere la data dell’entrata in vigore sulla Terra della pace e della giustizia eterne. A inquietare sono i compilatori del calendario, un gruppo di «intellettuali» militanti o simpatizzanti di Al Qaida, che hanno redatto questa «profezia» negli ultimi anni e la rilanciano ora. Probabilmente è il loro modo di «festeggiare» il lustro passato dalla strage di Manhattan. Le premesse sono fumose, la Promessa è vaga, ma il calendario, quello sì, è preciso. È il datario a venire di una guerra mondiale per la instaurazione della giustizia sul pianeta, basata sulla restaurazione dei veri principi del Corano.
Può essere consolante, ma anche inquietante sapere che, cinque anni dopo le Torri gemelle, siamo nella seconda fase. Che però, attenzione, sta per finire, il 31 dicembre 2006. La prima non aveva date, perché (su questo concordano gli autori delle varie vulgate islamiste, compresi Abu Musab al-Suri, Abu Bakr Naji e Fouad Hussein. Il più facondo è Suri, che ha scritto la sua da qualche nascondiglio in Iran e l’ha messa in circolazione via Internet: 1.600 pagine) fino ad allora «la nazione islamica era in stato di ibernazione», con la eccezione dell’Afghanistan e Osama Bin Laden era considerato quasi unicamente un combattente anticomunista. Furono dunque gli anni della riscossa, quelli in cui «fu colpita l’America, testa del serpente». La stessa fase finì nel 2003 quando le truppe americane entrarono a Bagdad. L’era in cui viviamo, è quella dell’«apertura dell’occhio»: l’Irak è diventato terra di reclutamento, Al Qaida si sta trasformando da una organizzazione in una spinta popolare invincibile che si espande come un fungo e in cui i governanti islamici «collaborazionisti» sono costretti a cominciare a finanziare la Causa.
La terza fase («levarsi e far fronte») durerà dal 2007 al 2010 e gli obiettivi principali dell’offensiva di Al Qaida saranno la Siria e la Turchia, anche se «cominceranno attacchi diretti a Israele al fine di guadagnare popolarità fra i musulmani». Quarta tappa, 2010-2013: «è il momento dei primi crolli dei governi arabi traditori. L’offensiva investirà l’industria petrolifera del Medio Oriente e la continua guerra di logoramento comincerà a intaccare la potenza dell’America: «Da quel momento Al Qaida avrà completato la costruzione della sua rete elettronica e prenderà ad usarla per lanciare “attacchi elettronici” per aprire falle nell’economia Usa». Si punterà fra l’altro sul prezzo dell’oro per causare il crollo del dollaro sui mercati valutari internazionali. È il momento di dare il via alla quinta fase (2013 -2016): «Si allenterà la presa dell’Occidente sul Medio Oriente, Israele non sarà più in grado di lanciare attacchi preventivi, cambierà l’intero equilibrio internazionale», si incrinerà l’unità dell’Europa, Al Qaida potrebbe concludere un’alleanza tattica con la Cina. Destinata peraltro a durare poco, perché Pechino sarà fra i bersagli dell’ondata successiva, quella dello «scontro totale». Verrà instaurato il califfato e si formerà un Esercito islamico che muoverà guerra a tutti gli «infedeli» (un termine che, secondo Suri, comprende la Russia, la Cina, i Paesi della Nato, ogni tipo di nemici esterni, gli ebrei, i «crociati», i pagani e gli ipocriti). «Credenti contro non credenti: il pianeta conoscerà infine il vero significato della parola terrorismo». La «vittoria definitiva» è in calendario per il 2020. Entro quella data, secondo gli ideologi di Al Qaida, «la menzogna sparirà dalla Terra e lo Stato islamico guiderà la razza umana ancora una volta sulle spiagge della sicurezza verso le oasi della felicità».
L’ideologia non è nuova. Quello che è nuovo, dicono gli esperti, è la sua confusione, che la allontana da quel rigore che era proprio delle prime dottrine integraliste islamiche, che ad esempio non escludevano affatto ma anzi auspicavano una «via pacifica» per giungere allo stesso obiettivo. I nuovi ideologi la escludono con orrore: non c’è trattativa fra i Figli della Luce e i Figli delle Tenebre. «Senza tregua, perché questa è la volontà di Allah».