Al Qaida minaccia il Papa: ha offeso Maometto

Al Qaida l’aveva preannunciato qualche giorno fa e ieri è accaduto. Il numero due dell’organizzazione terroristica islamica, il medico egiziano Ayman al-Zawahiri, è tornato a investire di insulti il Papa e la cristianità (ma anche il presidente degli Stati Uniti George W. Bush) in un video di 17 minuti prodotto da as-Sahab, il braccio mediatico di Al Qaida, che nella serata di ieri ha trovato spazio sulla rete internet e successivamente è stato trasmesso dalla rete televisiva pan-araba Al Jazeera.
Papa Benedetto XVI è stato qualificato di «ciarlatano» a causa delle sue recenti affermazioni sull’Islam durante un discorso in Germania lo scorso 12 settembre. «Questo ciarlatano - ha detto per la precisione Zawahiri dal suo rifugio clandestino, dove compariva illuminato da una lampada, con accanto un fucile e un drappo con la scritta «Nessun Dio al di fuori di Allah» - ha accusato l’Islam di essere incompatibile con la razionalità, dimenticando che la sua stessa Cristianità è inaccettabile a una mente dotata di sensibilità».
Proprio ieri il quotidiano Avvenire, in vista di questo nuovo «evento» mediatico, aveva invitato i mezzi di comunicazione alla prudenza. «Non si tratta di censura preventiva - scriveva il quotidiano dei vescovi -, ma di una obiettiva valutazione delle conseguenze a breve e a lungo termine. Come sottovalutare il potere di fascinazione che i due leader di Al Qaida esercitano dal video su una fetta delle masse arabe? Come non vedere che un discorso offensivo o addirittura minatorio rivolto alla massima autorità religiosa cristiana seminerà inevitabilmente altra discordia, se non atti di intolleranza?».
Nel video Zawahiri ha effettivamente gettato nuova benzina sul fuoco della contrapposizione con i supposti nemici dell’Islam. Non solo offendendo il Papa e la religione che rappresenta, ma anche esortando i musulmani a combattere una «guerra santa» nel Darfur (la regione del Sudan dove milizie musulmane vessano le popolazioni locali) «contro le truppe delle Nazioni Unite», definite «crociate».
Il vice di Osama Bin Laden se l’è presa anche con Bush. Con tono provocatorio e irridente Zawahiri si è rivolto al presidente degli Stati Uniti sostenendo che sta perdendo la guerra contro il terrorismo. Gli attacchi da noi condotti, ha affermato, «ti stanno togliendo la soddisfazione di placare la tua sete di vendetta».