Al Qaida: «Sequestrati due marine»

Ma il comando Usa smentisce il rapimento. Scelti i giudici che processeranno Saddam

da Bagdad

La sezione irachena di Al Qaida, che fa capo al terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi, ha rivendicato ieri su internet il sequestro di due marine americani, minacciando di ucciderli se entro 24 ore gli «infedeli» non libereranno tutte le donne sunnite detenute nelle prigioni dell’Irak. Una minaccia che non sembra però destare grande preoccupazione tra le fila dell’esercito Usa: il colonnello Steve Boylan, portavoce delle forze armate degli Stati Uniti, ha detto infatti di ritenere privo di fondamento il messaggio pubblicato sul sito islamico.
I due marine, stando a quanto è scritto nel sito islamico di cui normalmente si servono i terroristi guidati da Al Zarqawi, sarebbero stati sequestrati nel corso dell’Operazione «Iron Fist», lanciata due giorni fa dalla forze americane nei pressi del confine siriano. La rivendicazione è firmata dal portavoce del gruppo terrorista, Abuy Maysara al-Iraqi. Nel sito web non compare nessuna foto dei rapiti.
Il fratello del ministro dell’Interno iracheno, rapito due giorni fa Bagdad, è stato liberato ieri dall’Esercito del Mahdi, la milizia guidata dal leader sciita radicale Moqtada Sadr. Ieri sera, i soldati del Mahdi di pattuglia a Sadr city hanno aperto il fuoco contro un’auto sospetta. Gli occupanti del veicolo sono fuggiti, lasciando dietro di sé un uomo, che si è rivelato essere Abdul Jabar Solagh, il fratello del ministro.
Sempre ieri, sono stati nominati i cinque magistrati che dovranno giudicare Saddam Hussein. L’ex dittatore iracheno comparirà in tribunale a partire dal 19 ottobre e dovrà difendersi, insieme ad altri sette dirigenti del regime baathista, dall’accusa di aver ordinato nel 1982 l’uccisione di più di 140 sciiti.