Qashqai fa il pieno di ordini: già oltre 60mila

Quello tra il Qashqai e il gusto europeo è un rapporto che ha radici profonde: pur sulla base di un concept nato in Giappone, infatti, la vettura è stata sviluppata tra i laboratori londinesi del Nissan Design Europe e il Nissan Technical Centre Europe di Cranfield, sempre nel Regno Unito. E così in questi mesi, mentre la carovana del Qashqai Urban Challenge riempiva le piazze di Newcastle, Milano, Madrid, Colonia e Parigi con lo spettacolo dell’urban free riding, attirando ovunque migliaia di spettatori e l’attenzione dei media sportivi e non, per il crossover di casa Nissan è stato facile, quasi naturale, farsi apprezzare dagli automobilisti del Vecchio continente. Finendo per conquistarli in misura superiore alle più ottimistiche previsioni.
Tanto che, per far fronte alle richieste, Nissan ha dovuto nei giorni scorsi correre ai ripari, stanziando in tutta fretta altri 2,4 milioni di sterline da investire nello stabilimento di Sunderland, in Inghilterra, dove il Qashqai viene prodotto. Obiettivo: apportare miglioramenti alla linea di montaggio per riuscire a soddisfare gli ordini provenienti dai diversi mercati europei, che a oggi hanno già superato le 60mila unità. Se tutto andrà secondo i piani, a Sunderland contano di «sfornare» 130mila Qashqai nella seconda parte del 2007, traendo proprio dal nuovo crossover una spinta decisiva per battere il record di produzione stabilito nel 2003, quando dalle catene di montaggio inglesi uscirono 332mila vetture. «Gli investimenti che arrivano dal Giappone andranno a completare le misure che già stiamo introducendo - spiega Kevin Fitzpatrick, vicedirettore dello stabilimento -: come, per esempio, lo spostamento in settembre della produzione di Note alla nostra seconda linea, proprio con lo scopo di liberare capacità produttiva per il Qashqai».