Qatar, Edison alla ricerca di nuovi giacimenti

Quadrino a Doha per il summit sull’energia. La società guarda a Nord Africa e Golfo di Guinea

Paolo Giovanelli

nostro inviato a Doha (Qatar)

Edison vuole cercare nuovi giacimenti di gas e petrolio per raggiungere una maggiore indipendenza sul fronte dell’approvvigionamento. A Doha, capitale del Qatar, dove è venuto per il summit sul petrolio e l’energia che si apre ufficialmente domani, Umberto Quadrino, ad di Edison, farà un giro di orizzonte a 360 gradi: «I veri soldi sono sottoterra - ha detto ieri al suo arrivo - cercheremo gas e petrolio con chi viene. Le nostre aree di interesse sono Egitto, Algeria, Libia, Golfo di Guinea dove oltre alla Nigeria ci sono altri Paesi vicini che si stanno dimostrando interessanti».
Quadrino non prevede invece che a breve termine si possano fare contratti per la ricerca in Qatar, il terzo Paese al mondo per riserve di gas: il governo locale, infatti, desidera produrre solo quello che gli serve per lo sviluppo, senza creare inutile liquidità. Il Qatar ha già varato il suo piano di investimenti fino al 2012 e non intende andare oltre. Per ora con Qatar Petroleum ed ExxonMobil, che sono azionisti di maggioranza, Edison sta procedendo nella costruzione del rigassificatore nell’Alto Adriatico e che dal 2008 permetterà di importare 8 miliardi di metri cubi di gas l’anno (poco meno del 10% del consumo italiano nel 2005).
Sulla costa a Ras Laffan, la Qatar Petroleum dispone di un complesso di raffinerie, centrali per la produzione di energia, desalinizzatori per produrre acqua potabile in una zona totalmente desertica e, finalmente, gli impianti per la liquidificazione del gas ancora in parte in costruzione. Degli 8 miliardi di metri cubi annui che potranno essere trattati, 6,2 andranno alla Edison.
L’impianto di Rovigo, tuttavia, non sarà sufficiente: Edison punta anche sui due nuovi gasdotti (da costruire insieme ad altri partner) che dovranno collegare da un lato l’Italia con Grecia e Turchia per arrivare fino in Russia e nell’Azerbaijan, dall’altro l’Algeria con la Sardegna e la Toscana.
E a proposito di gasdotti, c’è sempre la questione Gazprom: i russi vogliono arrivare al cliente finale in Italia, gli italiani vogliono entrare direttamente sui giacimenti russi: «A nessuno piace cedere quello di cui hai il controllo - ha detto Quadrino - ma uno scambio sarà inevitabile».
Oggi Quadrino Doha potrà valutare quali sono le previsioni sul futuro del petrolio: «Due anni fa si parlava di investimenti per 6mila miliardi di dollari per far fronte alla domanda - ha aggiunto - Sarà interessante vedere come saranno aggiornate queste cifre».
E nonostante i ripetuti record, l’ad di Edison prevede che nel medio termine il petrolio «ridiscenderà a 40-45 dollari al barile».