Qmi, adesso pellicola e manifesti diventano veicoli promozionali

Lo dice il numero dei biglietti staccati, che nel 2010 sono stati 119 milioni: anche in epoca di Internet e nuovi media, il cinema, che a partire da oggi celebra a Venezia una tra le sue kermesse più prestigiose, rimane una delle forme d'intrattenimento preferite. Non stupisce, allora, che sempre più aziende cerchino un legame con la «settima arte» per promuovere i propri prodotti o fidelizzare i consumatori. E che, per farlo, chiedano il supporto di un'agenzia specializzata in entertainment marketing come Qmi, che si pone al servizio dei clienti e trasforma le loro aspettative in progetti concreti attraverso tre tipologie di strumenti. «La prima - spiega Giovanni Cova, presidente di Qmi - è quella del product placement, vale a dire l'integrazione di un prodotto o di un marchio all'interno della sceneggiatura di un film, italiano o internazionale, o di una serie tv. Ovviamente, occorre stare attenti che l'integrazione non sia invasiva. Lo strumento, infatti, è efficace solo se il pubblico non percepisce la finzione pubblicitaria, ma la trova invece assolutamente funzionale alla narrazione. Se così è, si colpiscono i potenziali consumatori in sala, generando un ricordo positivo del brand al momento dell'acquisto».
Tra gli esempi più recenti, merita di essere menzionato il sostegno assicurato da Qmi all'ingesso sul mercato americano dei prodotti del Pastificio Garofalo, attraverso l'integrazione della marca in diverse serie televisive di successo e, soprattutto, nel film «Hereafter», di Clint Eastwood, approfittando della scena in cui Matt Damon, appassionato di cucina italiana, si trova a dover acquistare un pacco di pasta. «Altrettanto importante - prosegue Cova - è il lavoro che abbiamo fatto su un campione d'incassi come “Transformers 3”, di Michael Bay, visto al cinema da oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo, nel quale abbiamo inserito il brand Gps Standard, società di Aosta leader nella realizzazione di sistemi di sicurezza di alto livello. E prossimamente, gli spettatori di “This Must Be the Place”, intenso road movie di Paolo Sorrentino, vedranno il protagonista Sean Penn viaggiare attraverso gli Stati Uniti trascinando un trolley del nostro cliente Tumi». Il secondo strumento utilizzato da Qmi sono i progetti di entertainment communication. «In questo ambito - sottolinea Cova - mi piace ricordare tra le altre l'operazione condotta a maggio con Honda, che si è legata al lancio del nuovo “Pirati dei Caraibi” con una campagna integrata. In pratica, per aumentare l'impatto della pubblicità il marchio ha utilizzato la locandina del film, nella convinzione che star come Johnny Depp e Penelope Cruz “bucassero la pagina” più della semplice moto». Lo stesso concetto, poi, può essere trasposto in ambito televisivo con i cosiddetti spot «congiunti», ancora poco conosciuti in Italia ma diffusissimi negli Stati Uniti: 15” con il trailer del film ai quali ne vengo aggiunti altrettanti con la comunicazione dell'azienda, ovviamente individuando un legame creativo che giustifichi il collegamento.