Qotsa, il rock è caput mundi

Se cercate uno dei capofila del rock'n'roll made in Usa contemporaneo, quello più duro e senza compromessi, dovete bussare alla porta di Josh Homme, lider maximo dei Queens of the Stone Age (Qotsa). Figlio del deserto della California meridionale (è originario di Palm Springs, dove è nato nel 1973), il vulcanico cantante-chitarrista è in pista dai primissimi anni Novanta, da quando cioè inventò il cosiddetto stoner rock (una sorta di mutazione punk-psichedelica dell'hard rock) alla testa dei Kyuss. Proprio con un reduce di quella esperienza, lo scatenato bassista Nick Olivieri, un eccentrico che talvolta ha suonato in concerto completamente nudo (e la stranezza gli è costata pure l'arresto!), Homme ha dato vita ai Queens Of The Stone Age, band che nel giro di un decennio s'è costruita un grosso seguito di pubblico, potendo contare anche su un unanime consenso critico. In patria, e non solo.
In molti hanno sempre tentato di affibbiare nuove e colorite etichette (una per tutte «robot rock») alla loro musica. Fatica sprecata. La forza della creatura di Josh Homme, sempre più deus ex machina del progetto dopo la cacciata di Olivieri del 2004. Immediatezza e energia, chitarre rumorose, refrain primitivi e devastanti, ritmi robotici e una marcata tendenza alla trance. Roba forte e decisamente d'impatto, dunque, un mix di hard rock ed heavy metal dove né una nota né un riff vanno mai sprecati.
Il momento di massima esposizione del gruppo risale al 2002, quando uscì il convincente «Songs For The Death», al quale collaborarono due noti reduci della stagione grunge: l'ex batterista dei Nirvana e oggi Foo Fighters Dave Grohl e l'ex vocalist degli Screaming Trees Mark Lanegan. Quest'ultimo, che per un certo periodo è pure entrato a fare parte in pianta stabile del gruppo, partecipa in qualità di ospite con Trent Reznor dei Nine Inch Nail e Julian Casablancas anche all'ultimo album, «Era Vulgaris», fresco di stampa. Magari non saranno i nuovi Nirvana, come si era scritto non senza eccessiva enfasi qualche anno fa, ma di sicuro con la formazione californiana (accanto ad Homme ci sono ora il batterista Joey Castillo, il chitarrista Troy Van Leeuwen, il bassista Michael Shuman e il tastierista Dean Fertita), che si presenta all'Alcatraz forte di un più che probabile tutto esaurito, il rock è di nuovo caput mundi.
Queens of the Stone Age
domani ore 21
Alcatraz, via Valtellina 25
Ingresso 25 euro