Qualcosa sta cambiando anche nel mondo degli immigrati asiatici

Qualcosa si è mosso. Ed è un fenomeno da non sottovalutare: la comunità cinese, da sempre considerata il simbolo di una delle più forti forme di omertà tra le comunità straniere in Italia, sta diventando via via sempre più collaborativa con le forze dell’ordine. Una tendenza, assicurano i carabinieri milanesi, che non conosce limiti di età o differenze tra stati sociali. «Anche quelli meno abbienti sono disposti a parlare se si tratta di salvare i loro connazionali».
I cinesi sono gente particolare, molto diversa da noi, un popolo che spesso fatichiamo a comprendere. In certi campi, soprattutto quello lavorativo, esibisce una forza e una adattabilità da noi ormai sconosciuta se non inconcepibile; in altri, con tradizioni severissime e giustizia fai da te o violente bande giovanili, mostra un lato primitivo.
Ci sono degli investigatori, tra i carabinieri, che sono andati in Cina per imparare la lingua, per conoscere la mentalità di questo popolo e che lì hanno finito per trovare anche moglie. Scelte personali a parte, i militari dell’Arma hanno capito che il cinese «è imprenditore per natura e il più delle volte non si fa sfruttare da nessuno». E questo vale anche per lucciole.