«Ma quale sconfitta La vera scommessa era giocare da soli E l’abbiamo vinta»

Giovanna Bianchi Clerici, consigliera Rai e candidata leghista a Gallarate, è fuori dal ballottaggio per soli 160 voti.
«Ha visto? Sembrava una battaglia persa, e invece».
E invece è persa.
«Abbiamo avuto poco tempo e concorrenti sleali. La lista del candidato Pdl ha preso il 3,5 e si chiamava “Bossi sindaco”».
Beh, lui si chiama Bossi Massimo.
«Il Bossi Umberto si è molto arrabbiato, e a ragione. Gli anziani o i meno informati di sicuro hanno messo la croce su Bossi pensando a Bossi».
Umberto.
«Sì. E poi siamo il primo partito col 22 per cento, un miracolo».
Eravate al 26,7 alle Regionali del 2010.
«Le Regionali hanno dinamiche diverse. Alle Comunali precedenti eravamo al 9 e a inizio campagna ci accreditavano al 12».
Roberto Maroni dixit: «Gallarate è il ritorno al futuro, perché lì si torna alle origini, quando la Lega andava sempre sola».
«Sarebbe stato facile vincere facile, alleati del Pdl. Ma siamo stati coerenti».
Ancora Maroni: «Il voto di Gallarate rappresenterà un’indicazione chiara per il futuro della Lega». E adesso?
«Abbiamo dimostrato che la Lega quando si mette in gioco ottiene i risultati».
Ah, quindi basta far finta di aver vinto...
«Senta, la partita della conquista del Comune è innegabilmente persa. Ma l’esperimento è riuscito. Il Pdl si aspettava un plebiscito, e invece forse perderà il ballottaggio».
Perché voi darete indicazioni di votare per Edoardo Guenzani del centrosinistra?
«Dalla sinistra ci allontanano i temi della sicurezza, della moschea...»
Ma vi avvicina il no al cemento, ai centri commerciali. Guenzani vi strizza l’occhio.
«Rispetto troppo l’intelligenza e la libertà intellettuale dei nostri elettori per tentare di riorientarne il voto».
Tanto poi deciderà Bossi, si è visto molto qui.
«Ma non abbiamo commesso l’errore di Milano, dove la campagna si è spostata su temi nazionali».
Bossi parlava di marciapiedi...
«La gente gli ricordava episodi locali, i suoi genitori sono nati qui».
La Lega doveva correre da sola anche a Milano?
«A Gallarate siamo andati soli perché non ci piace il Pdl locale, ma certo la nostra vocazione è tenere la barra dritta sulle nostre posizioni».
A Gallarate siete fuori, a Varese siete costretti al ballottaggio. Non sarà una strategia da rivedere?
«Al contrario: dobbiamo replicare l’esperimento di Gallarate anche alle prossime amministrative».
Mai molà.
«Insistere è nel nostro Dna».