«Ma quali vip nelle nostre case Le diamo a chi ne ha bisogno»

«Ecco che ci ritirano in ballo con queste solite storie di Affittopoli. Altro che vip, noi le case a pochi soldi le diamo alla povera gente che ne ha bisogno».
Carlo Felice Maggi, lei è direttore generale di Enasarco e questa degli appartamenti svenduti non è una bella storia.
«Enasarco ha 17mila appartamenti e 50mila inquilini. Quasi tutte in periferia».
Un sacco di vip.
«Ma quali vip. E poi mica possiamo cambiare l’affitto a seconda di chi ci entra».
Luciano Gaucci però paga soltanto 700 euro al mese per 168 metri di casa.
«A Tor Marancia. Ha presente dov’è? C’è mai stato dopo le 9 di sera?»
Sempre 700 euro per 168 metri sono.
«Gaucci paga esattamente quello che pagano tutti gli inquilini di quei palazzi».
Ma perché si paga così poco? Quelli sono i risparmi sudati per le pensioni.
«Perché abbiamo dovuto fare gli accordi con le organizzazioni sindacali degli inquilini. E più del 10 per cento ogni due anni non possiamo aumentare».
Non sarà tutta colpa delle organizzazioni sindacali.
«Ma io dico, se aumenti gli affitti ti dicono che sei un Caino che strozzi la povera gente, se li tieni bassi stai svendendo il patrimonio, se fai differenze tra ricchi e poveri è perché vuoi favorire qualcuno».
Ma così il patrimonio è gestito male.
«Se uno pagava 100mila lire per un vecchio contratto, hai voglia ad aumentare del 10 per cento. In otto anni sono 40 euro».
Almeno i nuovi contratti.
«I nuovi contratti venivano fatti a prezzi di mercato. Ma sono tre anni che non ne facciamo più. Vendiamo tutto».
Perché vendete? Altri favori?
«Il nostro compito è dare le pensioni, gestire bene il capitale dei nostri assistiti, mica giocare a fare l’immobiliare da quattro soldi».
Torniamo alle case di pregio.
«Sono soltanto dieci. E per centro intendiamo dentro le Mura Aureliane. Lì si pagano anche 3.500 euro al mese».
Avrete qualcosa più in centro?
«Uno stabile in via Panetteria. Zona Tritone, Quirinale».
Lì sì che ci saranno i vip.
«In gran parte uffici, studi di avvocati. Un anziano signore che vorrebbe comperare».
Svendete?
«Lo venderemo a 11mila euro al metro. Non è poco».
Come stabilite i prezzi?
«Perizia dei nostri uffici, quella dell’agenzia del territorio, poi il conferimento a un fondo immobiliare e la prelazione per l’inquilino».
Se vuol comprare?
«Vendita diretta con lo sconto del 30 per cento. Come nel mercato immobiliare».
Il ministro Castelli ha lasciato la casa?
«Così ho letto, ma noi non abbiamo ancora ricevuto niente. Ma non è una gran casa. Bassa, poca luce, lontana dalla strada».