La qualità in campo paga sempre

Due punti rosicchiati all’Inter, il turnover che non tradisce, la qualità al potere. Il Milan torna da Parma con il piatto del buon ricordo. Cambiando i fattori, il prodotto non cambia e questo non tanto per modulo o altre alchimie tattiche, quanto per la bontà dell’interpretazione dei suoi attori. Valga a spiegare la sorpresa di giornata: Ancelotti ha lasciato in panchina Kakà, uno che si era tirato il collo e non si risparmia mai. Ha messo Seedorf alla regia dell’attacco e quello a modo suo, senza bisogno di essere una bella-brutta copia del brasiliano, ha gestito la partita con personalità ed anche il risultato con una punizione che vale il simbolo del potere.
Milan tonico fisicamente, forse un po’ troppo avventuroso nelle scelte del suo allenatore: quel quartetto difensivo faceva venire i brividi. La necessità di dare il cambio a Costacurta dopo pochi minuti, poteva essere una necessità da autogol, visto lo stato convalescenziale di Kaladze. Buon per il Milan che il Parma è bellino, ma non gran cosa: bel giocare, gran correre, piacevole anche se un po’ spuntato. Squadra un po’ troppo generosa nel concedere spazi agli avversari a centrocampo, non c’è gente che va a mangiar le caviglie altrui. Gattuso dovrebbe essere un esempio per tutti: anche per gli avversari. Lasciare spazio in mezzo al campo al Milan è peccato mortale. Ed infatti la gente di Ancelotti ne ha approfittato.
Ancora una volta la miscela rossonera ha dimostrato la bontà che ti fa grande nel calcio: squadra da combattimento, ma con la qualità nel suo Dna. Qualità soprattutto fra gli uomini di centrocampo dove Pirlo può anche passeggiare ma evita di sbagliar passaggi, dove Seedorf e Kakà si danno il turno nel render di qualità superiore il lavoro dei compagni. Ieri il Milan non ha creato la quantità di palle gol che una difesa, talvolta avventurosa come quella del Parma, poteva offrire. Ma ha tenuto la partita sotto controllo, come deve chi voglia giocare da protagonista. Il Parma si è fatto pericoloso per una ventina di minuti del secondo tempo, la gente rossonera ha rischiato anche di sbarellare, ma dalle ceneri dei dimenticati è sorto Simic che ha regalato tranquillità e salvataggi decisivi a dimostrazione che anche la sua è stoffa di qualità.
Il turnover ha vinto ancora, pur con i rischi che ne conseguono. Il gioco del Milan stavolta ha rischiato di aver meno efficacia sulle fasce per la contemporanea assenza di Cafu e Serginho. Poteva essere una scelta pericolosa, è stata la dimostrazione che basta essere in buona forma, giocare con concentrazione e decisione e soprattutto saper sfruttare le occasioni per cavarsela ugualmente.
Ancelotti torna a casa con tre punti che lo faranno tornare a sorridere, dopo il muso lungo di questo inzio di campionato, gravato da quel meno otto che sente come una cappa insopportabile. Tre punti per il Milan, due rosicchiati all’Inter. Tra sabato e domenica Inter e Milan ci hanno spiegato virtù e difetti vicendevoli. Il Milan ha la qualità e la sfrutta. L’Inter ne ha meno e quella poca che possiede viene usata male.