Qualità della vita, cade il mito delle città rosse

È Vibo Valentia il fanalino di coda della classifica

Emanuela Fontana

da Roma

La tendenza della qualità della vita di tutte le grandi città è al ribasso, e potrebbe non essere una novità per congiunture come esplosione del prezzo degli affitti e di inquinanti nell’aria, ma spicca nella ricerca del Sole 24 ore di quest’anno il capitombolo delle città rette dal centrosinistra. Anche Milano ha perso due punti nella tradizionale ricerca natalizia su «La qualità della vita» del giornale di Confindustria. Ma le città del «buongoverno» dell’Ulivo secondo questa indagine hanno registrato un vistoso scivolone. La prima della classe e regina dei capoluoghi quest’anno è Trieste, governata da Roberto Dipiazza, alla guida di una coalizione di centrodestra. Bologna passa dalla prima alla settima posizione nel giro di un anno, Torino scivola al 57esimo posto dal non lusinghevole 41º dell’anno scorso, Napoli sprofonda all’89º, Bari finisce 96esima (-13), Palermo, governata dal centrodestra, è sempre in coda, con la 101esima posizione, ma contiene le perdite a cinque punti, Genova scende di 16 posizioni, Firenze era quinta nel 2004 e ora è appena al numero 23 nella classifica 2005 che premia Trieste e boccia come fanalino di coda Vibo Valentia.
A parte le considerazioni generali sulle città più grandi, quest’anno emerge una forbice nettamente più larga tra Roma e Milano: se la seconda rimane comunque in vetta alla classifica sulla qualità della vita (quarta totale) raggiungendo tra l’altro il primo posto per tenore di vita, Roma affonda al 19esimo posto dal quattordicesimo dello scorso anno. «Nella nostra città si vive sempre peggio e le difficoltà sono crescenti», condivide l’indagine il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno (An). Roma «ha bisogno di meno buonismo e di più investimenti», aggiunge il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini (Udc).
Nell’inchiesta del Sole 24 ore si prendono in considerazione prezzi delle locazioni e «spirito d’iniziativa», sanità e ecologia, infrastrutture e efficienza della giustizia, ricerca del posto di lavoro e percentuale di immigrati regolari sul numero totale degli abitanti, per citare solo alcuni parametri che secondo la ricerca contribuiscono alla qualità della vita nelle città italiane del terzo millennio. In questa particolare classifica sugli immigrati con permesso, Bologna è solo al diciannovesimo posto, mentre Milano è al settimo delle regolarizzazioni. Napoli è settantacinquesima e Bari, dove la giunta e il governo regionale con Niki Vendola si oppongono ai centri di accoglienza, è addirittura 87esima, con un rapporto italiani-immigrati appena dell’1,62%. Eppure proprio da qui era partita l’iniziativa per l’integrazione «Mare nostro», che prevedeva la politica dell’ospitalità senza riserve.
Tornando alla Capitale, Roma è in declino sul terreno dei «servizi e ambiente»: in questo settore è al novantaseiesimo posto (Milano al ventisettesimo). E sull’export (è ottantaseiesima).
Anche il meteo ha la sua incidenza sull’inchiesta, ma è l’unico capitolo che non dipende da buona o cattiva gestione cittadina. Il tempo ha comunque un valore fondamentale sul viver bene e dunque, se ci si attenesse solo ai dati meteorologici, la città migliore da questo punto di vista è Reggio Calabria, ossia quella con meno escursione termica. La peggiore è Asti. Roma (diciottesima) precede Napoli (trentesima) e Milano (68) risulta più mite di Torino (92).
La qualità della vita dipende anche dalla velocità dei procedimenti giudiziari di qualsiasi natura. La procura più rapida, indica l’indagine, è quella di Imperia, ha un buona posizione (15esima) quella di Milano, mentre Bologna è quarantesima, Firenze 52esima, Roma 57esima, Napoli 73esima e Palermo 74esima.
La città di Sergio Cofferati ha invece una pagella pessima per quanto riguarda la sicurezza pubblica. È addirittura ultima. Il primato delle rapine spetta a Napoli, 407 ogni 100mila abitanti, città dove si è registrato anche il maggior numero di furti d’auto. Il record dei furti in appartamento è appannaggio della ricca Pavia. Bologna è però la città dove la microcriminalità è più diffusa (ha il record di scippi e borseggi, 87 ogni mille cittadini). Roma, Milano e Torino si attestano su livelli simili tra loro, in fondo alla classifica. La città che è migliorata maggiormente negli ultimi cinque anni sul fronte della sicurezza cittadina risulta Palermo, seguita da Cuneo e Brindisi. La città più sicura in assoluto è invece Matera.
La più divertente è Rimini, la più «triste», ossia con meno occasioni per relazione cultura, è Crotone. In questo caso Roma e Milano sono quasi sullo stesso livello: quattordicesimo e quindicesimo posto.
Infine un occhio all’anagrafe. La città dove i matrimoni sono più in crisi è Livorno, seguita da Roma. Quella dove i «sì» sono più spesso per sempre è Enna, con 16,15 divorzi ogni mille famiglie.