Quando Alain Elkann perse il cane sotto il letto

Alain Elkann, Giorno dopo giorno, Bompiani 2005, 157 pagine, 13,5 euro. Terza e ultima parte.
Pagina 120: «Ricordo una sera tardi, stavo andando in Maremma, dalle parti di Bolgheri. Sono sceso a una stazione sbagliata, Follonica, mi sono trovato in una piazza deserta, non sapevo dov’ero, ho camminato in città, poi ho fermato un taxi, e ho chiesto all’autista: “Mi può portare a Donoratico?”».
Pagina 42 e 43: «Siamo in albergo e c’è anche Muc, il piccolo bulldog francese che ci sta sempre appresso. In piena notte l’ho sentito abbaiare, mi sono svegliato, ho trovato Rosi in bagno con un accappatoio, la porta della stanza aperta, il cane era uscito in corridoio. L’ho preso e riportato in camera. Al mattino mi sveglio, il cane è tranquillo, poi abbaia allo specchio. Dopo un po’ non lo vedo più, lo chiamo, lo cerco, non c’è, esco in camicia da notte in corridoio, incontro una cameriera. “È sparito il cane”; “Non si preoccupi, sono cose che succedono”; \; Rosi dice: “Sarà andato a fare i suoi bisogni. Chissà dov’è?” e poi aggiunge: “E se fosse sotto il letto?”. Guardo sotto il letto e, sdraiato a pelle di leone, vedo il cane immobile. Avverto la cameriera che il cane è stato trovato, lei non capisce bene e risponde: “Très bien”. Dopo un po’ sento Rosi che dice: “Hai visto? Ha vomitato sui miei stivali!”. Io le rispondo: “Forse voleva farti un dispetto”».