«Quando Amedeo si riprenderà non si darà pace»

Ancora critiche le sue condizioni Il padre: «È astemio può essere stato solo un guasto»

«Com’è potuto accadere? Non posso crederci. Mio figlio è sempre così attento, prudente, responsabile. Questo lavoro gli è sempre piaciuto. Conosceva quella strada, era un autista esperto. È una tragedia». Non si dà pace la signora Armanda, madre di Amedeo Cellini, 38 anni da compiere ad aprile, l’uomo alla guida del pullman della morte, precipitato giù l’altra sera dalla scarpata di via Trionfale sul giardino di un condominio di via Romeo Romei. Amedeo è in prognosi riservata, ha le costole e un femore fratturati, una forte contusione polmonare. I medici dell’equipe del dottor Giovanni Raselli, anestesista del reparto di Rianimazione del San Camillo dov’è ricoverato, lo hanno indotto in stato di coma attraverso i sedativi. «Le sue condizioni sono stabili - dicono i sanitari - ma critiche». «È un grande dolore per tutte le vittime - continua Amanda, ex banchista del mercato di piazza Vittoria, il marito, Luigi, presidente della cooperativa di grossisti Cofla ai mercati generali di Guidonia - non penso solo a mio figlio ma a tutte le famiglie sprofondate nella sofferenza. Quando Amedeo si riprenderà, starà molto male per quel che è accaduto». «Mio figlio - aggiunge il padre - non beve. È astemio come il fratello, 34 anni, camionista. Alle 20,30 aveva chiamato mia nuora per dirle che non vedeva l’ora di rientrare a casa e abbracciare lei e il loro bambino». Amedeo è sposato da otto anni con Raffaella, impiegata alla mensa degli studi di Cinecittà. Vivono a Torvajanica, sul litorale, e hanno un bimbo di tre anni. «Può essere stato solo un guasto», dice ancora Luigi in lacrime: «Un malore? Era appena partito, non poteva essere già così stanco».\