Quando per amore due imprenditrici si trasformano in fate

Un libro di fiabe e ricette scritto a quattro mani da due nonne tra Genova e il Piemonte

Cosa c’è di più grande dell’amore di una mamma? Forse solo quello di una nonna. Che magari, solo per amore, riesce a vestire i panni di una moderna fata birichina, che scorrazza in fuoristrada e guida i bambini a conoscere le verità della vita. Scritto a quattro mani, ma, come vedremo, pensato da quattro cuori, «Il sale delle fate» di Evy Pensa Dapueto e Giò Perrero Marocco (Daniela Piazza Editore) è un libro magico davvero. Le due autrici sono donne imprenditrici nella vita pubblica (entrambe socie Aidda, l’associazione delle dirigenti d’azienda) e amorose mamme e nonne nel privato. Che, arrivate a quell’età nella quale la vita si guarda dritta negli occhi e a volte si prende anche un po’ per il bavero, hanno deciso di regalare un po’ di quel sale che ha saputo rendere magica la loro esistenza. E si sono esposte al giudizio severo prima che del pubblico delle amate nipotine, Giovannella per fata Giò e Margherita per fata Evy, senza i cui sorrisi il bel volume non sarebbe mai nato.
Ed è così che nasce un libro di storie vere o fantasiose (e non si sa se siano più magiche le une o le altre), sempre legate alla vita di tutti i giorni, e che a tutti sa regalare emozioni che scaldano il cuore. Ad ogni storia che ha come teatro il mare della Liguria, la neve del Piemonte o la calura africana è legata una ricetta. Ma si viaggia anche di più, fino a Berlino o a New York, tra consigli di bon ton, norme di buona educazione, suggerimenti di eleganza, e trucchi per adeguarsi alla situazione. Perché la vita è così, si guarda, si ascolta, si tocca e si gusta. Ma senza sale non sa di niente. Evelina Dapueto Pensa ha vissuto l’infanzia tra Genova e l’Africa prima di trasferirsi a Torino dove ha conosciuto Giovanna Perrero Marocco. Nei loro racconti, che attingono a reali esperienze di vita, ricchi di riferimenti culturali importanti che spaziano dalla storia alla letteratura, alla geografia e vengono sapientemente miscelati nel testo senza indulgere nell’autocelebrazione, i lettori troveranno almeno uno spunto di riflessione per ognuna delle situazioni che la vita può presentare fin da piccoli. Un viaggio, un amore, un distacco. Una speranza. Come nel racconto «Cuore di fata», ambientato nella Genova di una volta tra il teatro Carlo Felice e piazza Fontane Marose, o ne «Il villino di Giò», che racconta la vita come fosse una fiaba. E la gita in montagna diventa spunto per raccontare - ma mai con banalità - le salite che tutti prima o poi dovranno affrontare. Tanti i temi trattati: dal rispetto per gli animali, alla conoscenza delle piante, alla fede. Semplici e unici al tempo stesso. Senza contare le ricette, divertenti, raffinate, tradizionali e non. Un libro da gustare, fino in fondo.
«Il sale delle fate» di Evy Pensa Dapueto e Giò Perrero Marocco (Daniela Piazza Editore), 152 pagine.