Quando anche le parole avvelenano il calcio

Gentile dottor Lussana, è proprio vero: molti che non leggono il «nostro Giornale», edizione genovese, ignorano certe notizie che riguardano la loro città; non solo, ma io che vivo lontano devo informare i miei amici su certi importanti fatti accaduti a Genova! È una costatazione di questi ultimi tempi. Detto questo, mi piacerebbe che lei, sempre disposto ad accettare i pareri dei lettori, si adoperasse con la sua prosa sopra le parti affinchè gli appassionati partecipanti al pepato «derby dei tifosi» si limitassero ad esprimere gli elogi, le speranze, i ricordi migliori, gli eventuali difetti relativi alla propria squadra senza le pungenti frecciate verso gli avversari; frecciate intinte nel veleno e spesso sconfinanti nell'insulto. In modo che le due tifoserie, che dal mondo corrotto del calcio hanno subìto solo danni, non continuino a far la figua dei «capponi di Renzo».
La ringrazio per l'attenzione e, anche se da lontano, le strngo cordialmente la mano.
Un vecchio tifoso del Genoa.
Gemonio (Va)