«Quando Biasotti ed io ci impegnammo a recuperare un valore»

(...) una marginalizzazione di questa peculiarità fortemente voluta da chi pose mano al restauro della struttura teatrale e che tanto successo ha riscontrato, in questi anni, tra un considerevole pubblico di amatori. Consentimi di approfittare della situazione per ricordare ai tanti di memoria corta che il recupero funzionale dell’immobile di via Cesarea va ascritto a merito della Amministrazione regionale di centro-destra che - sotto l'impulso del Presidente Biasotti e dell'Assessore alla Cultura dell'epoca che era il modesto sottoscritto - trasformò una indecente topaia ubicata in pieno centro della città in un teatro moderno e funzionale.
Come noto il teatro, costruito su un progetto dell'architetto Crosa di Vergagni e inaugurato il 28 ottobre 1930, fu inizialmente sede dell'Opera Nazionale Balilla. Nel periodo che va dal dopoguerra agli anni Settanta ospitò attività occasionali sia teatrali che di intrattenimento mentre in epoca successiva venne vergognosamente abbandonato ad un progressivo ed inesorabile degrado.
In occasione di Genova 2004 Capitale Europea della Cultura la Regione Liguria, proprietaria dello stabile, deliberò il recupero funzionale del teatro prospettando una programmazione finalizzata ad ospitare precipuamente spettacoli di teatro dialettale, leggero, cabaret e musica giovane. Il restauro è stato rigorosamente conservativo sia negli interni che negli esterni e la tecnologia utilizzata è stata la più avanzata sia per materiali che per impianti.
Giova osservare che il progetto fu realizzato in tempi record. Senza costose consulenze esterne ma ricorrendo ad ARTE e cioè all'Ente strumentale regionale competente ed all'Università di Genova. Senza gravare sul bilancio regionale ma attingendo dai fondi statali per Genova 2004.Sventando gli appetiti speculativi e commerciali che alitavano sul pregiato immobile di via Cesarea e restituendolo alla destinazione culturale originaria.
Le amministrazioni di sinistra si sono distinte nel tempo per l'enorme dilapidazione di pubblico denaro per far esibire nani, saltimbanchi e ballerine privilegiando l'effimero capace della massima spesa e di nessuna resa mentre il governo regionale di centro destra finalizzò le risorse - vedi il Teatro della Gioventù ma anche Casa Paganini, il restauro del Cristo degli Abissi fino alla ricostruzione del monumento ai Caduti della Grande Guerra a Sestri Ponente - per realizzare opere culturali durature e di elevato profilo qualitativo da lasciare in eredità alla cittadinanza. Molti di cultura amano chiacchierare a differenza nostra che, messi alla prova,abbiamo privilegiato il fare.
Grazie per la cortese ospitalità,saluti affettuosi.
*ex assessore regionale
alla Cultura